Debiti al Cam, Quaglieri se ne va

Il sindaco di Trasacco: no a vecchia politica e scalate agli incarichi
TRASACCO. Mario Quaglieri lascia il consiglio di sorveglianza del Cam: «Noi non siamo la vecchia politica». A poco meno di un anno dalla sua nomina, il sindaco di Trasacco sbatte la porta e se ne va dal Consorzio acquedottistico marsicano. Alla base della sua decisione ci sarebbe una precisa strategia del gruppo politico di Coerenza&Coesione di cui fanno parte diversi amministratori del centrodestra. La decisione di Quaglieri è arrivata al termine di un’assemblea della squadra vicina al consigliere regionale Emilio Iamperi. Sindaci e assessori si sono ritrovati a discutere delle difficoltà riscontrate dai Comuni della Marsica per l’approvazione del bilancio di previsione 2016, a detta loro a causa delle perdite del bilancio consuntivo del Cam. Da qui la decisione di Quaglieri, a nome del gruppo, di lasciare il consiglio di sorveglianza perché le somme di denaro che ogni Comune dovrebbe accantonare annualmente per il Cam sono sempre più elevate. «In passato abbiamo provato in tutti i modi a limitare i danni, cercando anche di salvaguardare posti di lavoro», commenta Quaglieri, «ma la situazione non è più sostenibile. Tra l’altro, ogni qualvolta si prova a parlare di principi e correttezza con i colleghi amministratori, spesso si viene travisati perché molti di loro, a prescindere dall’appartenenza politica, hanno una visione nella quale la scalata all’incarico di turno è il principio dominante». Quaglieri ha spiegato che il gruppo di Coerenza&Coesione non rappresenta «la vecchia politica. Non ci riconosciamo in questo modus operandi, quindi, per coerenza con la posizione di rottura che questo gruppo assumerà in seno all'assemblea dei soci del Cam rassegnerò immediatamente le mie dimissioni da componente del consiglio di sorveglianza della società».
Bisognerà vedere se la stessa strada sarà intrapresa da Armando Floris, consigliere di amministrazione del Cam vicino all’area del centrodestra che fa capo a Iampieri.
Eleonora Berardinetti
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