Debiti Progetto Case, il caos dei calcoli

17 Febbraio 2016

In commissione Bilancio ieri l’analisi dei dati: ancora 8 milioni da pagare di cui “solo” 4,8 dei morosi

L’AQUILA. Una commissione Programmazione e bilancio, quella convocata dal presidente Giustino Masciocco, per fare chiarezza «sulla gestione finanziaria dei consumi degli alloggi Case e Map e per analizzare i termini della transazione con Banca Sistema per estinguere il debito contratto con l’Enel», tardiva e per nulla risolutiva. Su tanti quesiti posti al sindaco Massimo Cialente, all’assessore al Bilancio Giovanni Cocciante, al segretario generale Carlo Pirozzolo e ai dirigenti dei vari settori (Enrica De Paulis della Ricostruzione pubblica e Fabrizio Giannangeli del Bilancio e al tecnico del Sed Adolfo Paravano), quasi nessuno ha trovato una risposta e sull’intricata vicenda del debito del Comune causato dai mancati pagamenti di migliaia di persone che vivono (o hanno vissuto) nei quartieri post-sisma, si dovrà tornare ancora.

La spinosa questione risale al 2012. Tre anni dopo il terremoto, il Comune incomincia a inviare le bollette ai residenti: i cosiddetti “bollettoni” da migliaia di euro. Poi, una serie di errori, come la mancata lettura degli effettivi consumi di ogni alloggio e le spese stabilite a metro quadro invece che a consumo come vuole la normativa. Questa è stata l’origine di tutti i mali che hanno portato oggi il Comune ad accumulare 7,9 milioni di debito con l’Enel. Per estinguere il mutuo, c’è stato bisogno di stringere un accordo con Banca Sistema (con delibera di giunta) per un piano di rientro da 9 milioni (7,9 di debito più un milione di interessi) per il periodo marzo 2011-settembre 2014: la prima rata da 500mila e le successive da 271mila per 32 totali da pagare con il rientro delle morosità. Dai dati forniti ieri dal Sed, si evince che le entrate non si avvicinano nemmeno un po’ alla somma prevista dalle rate, e il Comune è costretto ad attingere ad altri capitoli di bilancio. Di questi 7,9 “soltanto” 4,8 sono relativi alle morosità: la differenza a cosa è dovuta? Si potrebbe ipotizzare che ci siano una serie di situazioni che il Comune ha lasciato accumulare. Insomma, ha chiesto il consigliere di “Appello per L’Aquila che vogliamo”, Ettore Di Cesare, «se tutti i morosi di colpo pagassero le utenze evase?». Resterebbero comunque due milioni (più gli interessi) scoperti. Dalle informazioni riportate dalla dirigente De Paulis, inoltre, si evince che l’83% della morosità riguarda persone con fasce di reddito (Isee) superiore ai 12 mila euro annui, quindi «in grado di pagare», ha tuonato il sindaco, «mentre ho visto persone che guadagnano poche centinaia di euro al mese togliersi il pane per pagare le bollette». Il 17%, invece, è addebitabile alla fascia di popolazione meno abbiente. Insomma, l’azione di recupero non funziona.

Al 31 dicembre 2015 risultano pagate fatture per circa 12 milioni su un totale fatturato dai gestori di 19,2. Ci sono ancora delle bollette che dovrebbero essere emesse relative a prima del 2014, e come s’intenderà farle pagare? È emerso anche che nei primi 3 anni il costo del gas è stato di 3 milioni all’anno e nell’ultimo è sceso a 2,2 milioni, quindi con una diminuzione del 25%: come mai? Non solo: ci sono tra i 400 e i 500 alloggi inutilizzati per i quali comunque si continuano a emettere bollette.

Marianna Gianforte

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