Decennale, Martino e Pezzopane intervengono in aula

11 Aprile 2019

L’AQUILA. La deputata Pd Stefania Pezzopane è intervenuta in aula durante la commemorazione del decennale del sisma. «I nomi scanditi alle 3,32 nella Piazza Duomo mentre la campana suona a morto,...

L’AQUILA. La deputata Pd Stefania Pezzopane è intervenuta in aula durante la commemorazione del decennale del sisma.
«I nomi scanditi alle 3,32 nella Piazza Duomo mentre la campana suona a morto, scuotono sempre in un pianto dirotto. Ma non è solo pianto di dolore. Si può piangere anche per la vita che faticosamente abbiamo riconquistato. Sembra assurdo ma 10 anni fa, quando tutto accadde, pensai fosse finita. Pensai che la mia città, la nostra storia, fossero sepolti per sempre tra il fumo delle macerie. Quando penso a quei pochi secondi, a quel rumore, alla mia casa che oscillava e dove tutto cadeva, mi scorre ancora un brivido di gelo. Fu allora, alle 3,32, che la mia vita cambiò. Cambiò la storia della mia città e dell’Italia. Fu allora che alle 3,32, 309 vite furono spezzate, per sempre. Ero presidente di Provincia, tra le macerie di Onna, assistevo al recupero di corpi di persone che amavo. Nulla ci è stato risparmiato. Persino gli sciacalli che, intercettati, si fregavano le mani alla sola idea di fare affari sul terremoto. E poi le manganellate perché volevamo solo che ci sospendessero le tasse, come facevamo a farle pagare? Sempre tosti con la bandiera nero verde: nero del lutto e verde della speranza. Ho condiviso per 10 anni con la mia gente, e ancora combattiamo la battaglia della ricostruzione, che avrà bisogno ancora di tempo, energia, solidarietà, risposte concrete».
Anche il deputato di Forza Italia Antonio Martino è intervenuto in aula. «Sento da abruzzese, da dirigente di Forza Italia, di ringraziare tre uomini che con il loro lavoro in quei giorni e nei mesi successivi hanno fatto cose che a distanza di anni, confrontate con altre catastrofi, sono da considerarsi eccezionali. Mi riferisco a Guido Bertolaso, subito dopo il sisma capo della Protezione civile e commissario per l’emergenza, che ha trasformato quel modello di Protezione civile in un modello copiato e studiato in tutto il mondo. A Gianni Letta, dopo il sisma sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che da abruzzese è stato, ed è oggi, ambasciatore dei grandi problemi della nostra terra. E infine, ma non per ultimo, al presidente Silvio Berlusconi, che da uomo del fare in quei mesi da premier fece grandi cose, come quella di puntare tutti i riflettori del mondo sull’Aquila, dove decise di far svolgere il G8».