«Decisiva la pesante ingerenza di Biondi»

I consiglieri comunali aquilani del “Passo Possibile” accusano il sindaco del capoluogo di regione
AVEZZANO. Sogni di gloria delle aree interne «sacrificati dalla sterile autoreferenzialità di Pierluigi Biondi e Gabriele De Angelis», i due sindaci che «nel 2017 si erano intestati l’inizio della stagione delle vittorie del centrodestra in regione, conquistando alle amministrative rispettivamente L’Aquila e Avezzano. La pesante ingerenza del sindaco dell’Aquila sull’amministrazione di Avezzano», attaccano i consiglieri comunali aquilani del “Passo Possibile” Paolo Romano, Americo Di Benedetto, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio, «finirà per acuire ancora di più i campanilismi territoriali tra le due città, mandando in frantumi quella che doveva essere la strategia unitaria delle aree interne, progetto che Biondi ha sempre sbandierato e mai realizzato. La fiducia che i cittadini avevano accordato al centrodestra nel 2017 era dovuta anche alla speranza di un riequilibrio politico tra l’area costiera e le aree interne: un progetto miseramente fallito a causa della sterile autoreferenzialità dei personaggi che lo hanno incarnato».
Per i consiglieri del “Passo Possibile” del Comune dell’Aquila «la verità è che sui destini della classe dirigente di Fratelli d’Italia delle due città si è giocato solo l’obiettivo dell’elezione di un consigliere regionale e non quello di una programmazione che potesse garantire il rilancio dei territori. Ora quei sindaci sono i primi a cadere in un domino che potrebbe avere anche per l’attuale governatore della Regione conseguenze disastrose».
Ma non finisce qui: i cinque consiglieri accendono i riflettori anche sulle migrazioni politiche e sui malumori frutto «dell’azione del commissario provinciale di Fratelli d’Italia, con l’obiettivo di rifondare il partito sul territorio: Biondi ha inanellato solo divisioni e fuoriuscite nel gruppo consiliare del capoluogo e, non contento, anche nel consiglio comunale di Avezzano; malumori crescenti che poi hanno finito per portare alla sfiducia del sindaco De Angelis».
«È ormai chiaro», concludono, «che la prima peculiarità del centrodestra è unirsi per la vittoria e litigare per la supremazia all’interno del gruppo, senza occuparsi minimamente di dare risposte agli elettori e, spesso, senza avere il coraggio di staccare la spina a situazioni fallimentari». (m.s.)
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