Decisivi l’utilizzo del Gps e tre anni di pedinamenti

10 Giugno 2023

PRATOLA PELIGNA. La maxi inchiesta che scuote le divise della Polstrada è partita da un’articolata attività d’indagine, svolta dal 2019 al 2022. Le attività sono consistite in intercettazioni...

PRATOLA PELIGNA. La maxi inchiesta che scuote le divise della Polstrada è partita da un’articolata attività d’indagine, svolta dal 2019 al 2022.
Le attività sono consistite in intercettazioni telefoniche, intercettazioni di comunicazione tra presenti compiute attraverso l’utilizzo di apparati installati all’interno delle auto di servizio con livrea istituzionale, supportati da pedinamento elettronico eseguito con la localizzazione satellitare Gps, nonché l’estrapolazione delle immagini del sistema di videosorveglianza installato nella sede della sottosezione della Polstrada di Pratola Peligna e operazioni di osservazione pedinamento e controllo effettuate dagli operanti di polizia giudiziaria della sottosezione di polizia stradale di Pratola Peligna».
Intercettazioni e pedinamenti che a detta del sostituto procuratore Stefano Iafolla «permettevano di accertare una gravissima reiterazione di comportamenti penalmente rilevanti commessi dai pubblici ufficiali, tutti in servizio nella medesima sottosezione della polizia stradale durante l’orario di servizio».
La contestazione dell’omissione di atti ufficio si sarebbe configurata perché qualche agente non avrebbe prestato soccorso a un veicolo in panne e non avrebbe proceduto alla vigilanza e ai rilievi di un sinistro stradale. Episodio quest’ultimo che sarebbe avvenuto lungo la statale 17 in località Bazzano all’Aquila. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Alessandro Margiotta, Andrea Marino, Eva D’Alberto, Marialba Cucchiella.
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