Deejay picchiato a fine party, due condanne

12 Novembre 2021

Aggredito dai festeggiati: aveva smesso di suonare perché troppo tardi scatenando la folle reazione

SULMONA. Aveva smesso di suonare perché si era fatto tardi, durante una festa organizzata da alcuni sulmonesi di origine rom. Una decisione che non è piaciuta ai festeggianti che hanno preso a pugni il deejay mandandolo all’ospedale. Ieri si è concluso il processo a carico dei due imputati e per loro è arrivata la sentenza di condanna. Otto mesi di reclusione è la pena che il giudice Francesca Pinacchio ha inflitto a Mario e Luigino Di Rosa finiti alla sbarra per lesioni aggravate. I fatti risalgono all’aprile del 2017 quando era in corso una festa all’interno dell’abitazione di uno degli imputati che si era rivolto al deejay affinché allietasse la serata. Secondo le accuse Mario e Luigino Di Rosa non avrebbero preso bene la decisione del deejay di interrompere la musica perché si era fatto tardi. Davanti alla fermezza del musicista i due hanno risposto con calci e pugni procurandogli una serie fratture al volto e ferite in altre parti del corpo. La vittima fu trasportata prima al pronto soccorso di Sulmona e poi al San Salvatore dell’Aquila dove fu operato dai medici del Maxillo-facciale con una prognosi di 40 giorni. In seguito ai colpi ricevuti il deejay perse un dente tanto da rimediare un’invalidità permanente. Sul pestaggio del giovane, la squadra Anticrimine del commissariato di Sulmona, all’epoca guidata dal sostituto commissario Daniele L’Erario, avviò le indagini riuscendo a risalire ai responsabili dell’aggressione.
Ieri la condanna per i due rom di Sulmona a 8 mesi di reclusione. (c.l.)
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