Degrado al campo Federale Papponetti va all’attacco

16 Giugno 2018

L’ex vicepresidente del settore tecnico nazionale bacchetta il comitato regionale «In ballo soldi di privati spesi male: le società ne chiedano conto a chi ha sbagliato»

L’AQUILA. Imbarazzo. Le foto dello scandalo del Campo Federale “Nello Mancini”, il trionfo del degrado e dello spreco, una macchia sul post-terremoto che chiama in causa direttamente la Figc (la proprietà è di Federcalcio servizi) e le sue articolazioni territoriali, pubblicate dal Centro, sono arrivate dentro il palazzo. Immagini eloquenti. Impossibile per chiunque cancellare o, peggio ancora, soltanto pensare di poter minimizzare.
Ne è consapevole chi in Figc è entrato quando aveva i pantaloncini corti, come Antonio Papponetti, aquilano che ha scalato i vertici federali dopo aver guidato per oltre 20 anni il comitato regionale della Figc e aver assunto, in seguito, le cariche di presidente del Settore giovanile e scolastico e di vicepresidente del settore tecnico a Coverciano. Papponetti, a guardare le foto, inorridisce e poi ripercorre la storia. «Il Federale è stato riparato con 800mila euro ed è stato consegnato al comitato regionale nel 2010. La gestione della struttura è stata affidata poi a una società di Prima categoria alla quale è stato permesso, tra l’altro, di non pagare il campo per le attività sportive con aggiunta di un contributo annuo di quasi 15mila euro. Allo stesso tempo», prosegue Papponetti, «non è stata fatta nessuna manutenzione e l’impianto non è stato adeguatamente protetto. E questo al di là del fatto che i lavori possano essere stati realizzati bene o male. Di norma, quando si riceve un bene in consegna, vanno esplicitate e messe per iscritto le criticità. Ciò non è avvenuto, dunque è stato impossibile rivalersi su chi potesse aver operato male». Secondo Papponetti, occorre «ricostruire la verità dei fatti. Le responsabilità maggiori sono da addebitare al comitato e alla sua governance, e anche alla committenza che forse doveva fare maggiori controlli con i suoi organi direttivi. Fatto sta che la situazione del campo ora è pietosa e da fonti del Comune si è appreso che è arrivata una richiesta d’incontro dalla Figc per definire qualche progetto per poterlo riutilizzare. Ci vogliono altri soldi, ulteriori investimenti. Ma il sindaco, o chi per esso, non si è mostrato affatto interessato. Non sono andati neppure a sentire di cosa si trattasse».
L’impianto, nel 2010, fu restituito alla città e ora è nel degrado più totale. «Chi doveva custodirlo non è stato capace di farlo, o forse poteva farlo meglio. La nuova sede Figc? Nel cassetto del comitato c’è un milione e 14mila euro. Dal 2010 il comitato è in affitto a 40mila euro all’anno. Con i 320mila euro spesi si sarebbe potuto acquistare un immobile. Per la nuova palazzina uffici, attigua al campo, secondo alcune voci, il comitato regionale potrebbe entrarvi in estate pagando l’affitto alla Federcalcio. Alla base di tutto, è bene ricordarlo, ci sono i soldi delle società abruzzesi».
Insomma, secondo Papponetti, ci sono più fronti aperti. E più livelli di responsabilità «che sono, principalmente, di chi doveva custodire il bene che era stato dato e poi di chi doveva controllare che quel bene non venisse lasciato nell’abbandono. In questa storia non sono stati impiegati soldi pubblici, ma soltanto denari privati. Mi auguro che qualcuno, in questo caso le società, valuti di chiedere conto a chi ha sprecato soldi, benché privati».
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