Degrado e abbandono: proteste a Monticchio

11 Giugno 2020

Tre anni fa era stato presentato un dossier mai preso in esame dal Comune Tanti i problemi: dai rifiuti al centro polifunzionale chiuso e devastato dai vandali

L’AQUILA. Proteste dalle frazioni del comune dell’Aquila per l’abbandono e l’incuria di vaste aree dei centri storici (ricostruzione a parte) ce ne sono sempre state. Ma quello che arriva da Monticchio, popoloso paese a pochi minuti d’auto dalla città, è un vero e proprio atto d’accusa che nasce dall’indifferenza verso i problemi del borgo sia da parte dell’attuale che delle precedenti amministrazioni comunali.
I cittadini di Monticchio hanno perso la pazienza e hanno messo a punto un vero e proprio dossier che aveva avuto una sua prima stesura nel settembre del 2017 e che, all’epoca, fu inviato al sindaco e a varie autorità locali. Quasi tre anni dopo nulla è cambiato. Il dossier è rimasto sepolto nei cassetti del Comune e i problemi si sono aggravati. Ora arriva “l’aggiornamento” che contiene alcune segnalazioni molto circostanziate, supportate anche da fotografie che lasciano poco spazio all’immaginazione. E il prossimo passo potrebbero essere anche manifestazioni eclatanti. La sintesi del documento è semplice e sconcertante allo stesso tempo: «La frazione di Monticchio versa nel più totale abbandono e degrado». L’elenco delle questioni aperte è lungo.
ABBANDONO RIFIUTI. Il caso più clamoroso è proprio all’ingresso del paese, subito dopo il ponte sull’Aterno (per chi arriva da Bazzano). Lì sono stati posizionati dei cassonetti per i rifiuti urbani, ma siccome a Monticchio non c’è la raccolta differenziata il luogo è diventato una discarica meta dei “turisti” dell’immondizia che più realisticamente vengono definiti “gli sporcaccioni”. «Ce n’è per tutti i gusti», è scritto nel dossier, «dai mobili agli elettrodomestici, alle porte, ai sanitari, al calcio balilla, alle vernici, alla plastica, al ferro arrugginito, al materiale di risulta dei cantieri agli pneumatici buttati dai soliti ignoti con la patente di incivili». Ma non basta: «Ci sono sacchetti neri sistematicamente abbandonati a terra e poi strappati dai cani che spargono i rifiuti sulla strada – rendendo pericolosa la circolazione – e sui terreni limitrofi coltivati. Non è più accettabile sopportare scene del genere alle porte di un paese e davanti alle abitazioni. È necessario installare subito un sistema di videosorveglianza. Lo abbiamo chiesto, ma inutilmente, da tempo».
ERBA ALTA. L’erba alta in questo periodo primaverile trionfa ovunque. «Da aprile abbiamo inoltrato ben cinque richieste al Comune», scrivono i cittadini, «la risposta è stata il silenzio assoluto mentre l’erba continua a crescere indisturbata».
FONTANELLE. «Siamo il paese delle fontanelle che si sono seccate», dicono avviliti i monticchiesi richiamando il titolo di una nota canzone folk, «basta vedere quelle lungo via Portella, via Andrea Bafile e in piazza della Chiesa. Una sola è funzionante ma ha bisogno di un intervento di manutenzione». Anche per questo aspetto tante sono state le segnalazioni ma nulla di concreto è avvenuto.
CHIESA E PIAZZA. Dopo 11 anni dal terremoto i fedeli sono ancora costretti a pregare dentro un container freddo d’inverno e caldo d’estate. La chiesa parrocchiale è stata solo in parte restaurata ed è inutilizzabile. Quella che dovrebbe essere la piazza del paese è occupata dal container usato come chiesa e non c’è un’area verde dove poter far giocare i bambini e trascorrere momenti di tranquillità.
RICOSTRUZIONE. La ricostruzione va a rilento e ci sono abitazioni danneggiate dal sisma che continuano a crollare. L’ultimo episodio è dell’8 giugno scorso. Le strade sono ridotte in pessimo stato e a nulla sono servite le richieste tese almeno a “tamponare” con l’asfalto la situazione.
DEPURATORE. Vicino al paese, in via Onna, c’è un depuratore che funziona male. In caso di forti piogge il “troppo pieno” sversa in un canale irriguo, con conseguenze per la salute e per le colture facilmente immaginabili. CAMPO SPORTIVO. C’è un impianto sportivo per il calcio che però ha ancora il fondo in pozzolana. I cittadini ricordano che gli spogliatoi furono costruiti con una raccolta fondi in paese come è analogamente accaduto anche per l’ambulatorio medico.
CENTRO POLIFUNZIONALE. Il centro polifunzionale “Brixia”, costruito nel 2010, con una raccolta fondi da parte del Giornale di Brescia, non è stato mai utilizzato ed è stato, invece, oggetto di atti vandalici. Attualmente è in fase di ristrutturazione per i danni causati dal tempo e dai teppisti.
PONTEGGIO. C’è un ponteggio a fianco alla chiesa parrocchiale della frazione che restringe da anni la strada per Fossa e che sta cadendo a pezzi con rischi evidenti per chi ci passa sotto. C’è poi un problema di traffico a causa del passaggio continuo, all’interno dell’abitato, di mezzi pesanti. Le sollecitazioni per installare dissuasori visivi di velocità sono cadute nel vuoto.
PERCORSO PER IL CONVENTO. Il paese ha un percorso bellissimo (e storico) che porta al convento di Sant’Angelo d’Ocre dove si venera il Beato Timoteo. Attualmente è, però, ridotto in condizioni pietose. Sono state inoltrate richieste alla competente Amministrazione separata degli Usi civici per la riqualificazione, ma senza mai avere risposte.
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