Degrado, sindaco replica a una cittadina

12 Luglio 2015

L’AQUILA. Il centro storico diventa un bivacco, con bottiglie vuote abbandonate e resti di banchetti notturni? I cittadini se ne lamentano col sindaco che replica loro attraverso i social network....

L’AQUILA. Il centro storico diventa un bivacco, con bottiglie vuote abbandonate e resti di banchetti notturni? I cittadini se ne lamentano col sindaco che replica loro attraverso i social network.

Sandra Bequadro segnala a Massimo Cialente una situazione di degrado: «Questa è la terza. Aquilani ubriaconi. Il sindaco Cialente autorizza solo l’apertura di locali “da bevuta”. Poi ci si domanda il perché gli aquilani non vogliono tornare in centro. Sindaco me la merito una risposta? Resto in attesa, signor sindaco».

E la risposta di Cialente non si fa certo attendere: «Gentilissima, il sindaco non ha potere di autorizzare o meno un’attività commerciale rispetto ad un’altra. Le consiglierei, prima di fare simili affermazioni, di dare una rapida guardatina, alle attuali leggi. I dirigenti e funzionari comunali, con Asl eccetera eccetera, verificano solo i requisiti di legge. Né esiste più la vecchia legge che imponeva le distanze tra le diverse attività. In altre parole, se 20 bar volessero aprire uno attaccato all’altro, o 20 librerie o quel che lei vuole, se dovessero rientrare nelle previsioni di legge, lo potrebbero fare. Il discorso è un altro. I fitti al centro sono vergognosi. Se li possono permettere solo questi locali pub, bar, birrerie. Se i prezzi fossero contenuti, altri commercianti ci proverebbero. Il bello è che i proprietari che affittano a questo tipo di attività, poi vengono al sindaco, e come fa lei, reclamano. Allora non è lei che si indigna, ma io. Oppure ci indigniamo entrambi, ma io di più».