Dehors e tavoli in centro storico: è corsa alle nuove concessioni

12 Gennaio 2023

Scadute a fine 2022 le vecchie autorizzazioni, il Comune dà il via alle richieste per i prossimi sei mesi I locali potranno installare all’esterno solo strutture mobili. Vietati chioschi, gazebo e coperture fisse

L’AQUILA. All’Aquila scatta la nuova corsa a ottenere le autorizzazioni per piazzare dehors e tavolini all’esterno dei locali. Le vecchie concessioni sono infatti scadute a fine dicembre, ma il decreto “Milleproroghe” del governo ha rinviato al 30 giugno la scadenza delle «norme derogatorie in materia di suolo pubblico». Il Comune, ratificando la decisione, ha quindi dato il via alle nuove richieste.
«Premettendo che le precedenti autorizzazioni sono decadute alla data del 31 dicembre 2022, si rappresenta che tutti coloro che fossero interessati ad ottenere l’autorizzazione in questione sono tenuti alla presentazione di una nuova istanza mediante il modello», si legge nell’avviso pubblico firmato dal dirigente municipale Roberto Evangelisti e inviato anche alle associazioni cittadine di categoria di commercianti ed esercenti, oltre alle autorità di controllo.
LE STRUTTURE AUTORIZZATE
Quindi, dopo aver premesso che «i dehors oggetto di precedente autorizzazione non conformi alla normativa vigente devono essere rimossi», l’avviso del Comune riporta tutte le informazioni utili per le nuove richieste. Innanzitutto dice cosa si può piazzare e cosa no all’esterno dei locali: «Le nuove istanze potranno avere a oggetto solo ed esclusivamente strutture amovibili quali tavolini, sedie, ombrelloni, pedane nel caso di pavimentazione che presenti dislivelli importanti». Quindi «non sono previste tipologie quali chioschi, gazebo e coperture fisse».
COME FARE LA RICHIESTA
Poi continua l’avviso sulla pratica burocratica di richiesta di autorizzazione: «Le nuove istanze sono soggette al pagamento dei diritti di segreteria, pari a 200 euro tramite Pago PA (il sistema di pagamento digitale della pubblica amministrazione, ndr), e degli oneri tributari, nello specifico Cosap e Tari, da commisurare alla superficie di occupazione; l’istanza deve essere corredata da una marca da bollo di 16 euro». E ancora: «L’istanza deve essere inoltrata telematicamente tramite il portale www.impresainungiorno.gov.it, corredata della domanda compilata in tutte le sue parti unitamente alla planimetria in scala 1:50 firmata da un tecnico abilitato». Conclude l’avviso: «Nel caso in cui le attività interessate all’occupazione di suolo pubblico siano contigue, dovrà essere presentata una ulteriore planimetria d'insieme condivisa da tutti gli esercenti interessati. Si ritiene opportuna la presentazione di una documentazione fotografica degli arredi che si prevede di installare».
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