Del Corvo va da Legnini «Fai chiudere l’ufficio»

14 Giugno 2014

Il presidente della Provincia accusa Aielli: «Ci sta togliendo i dipendenti» Il nodo sono alcuni lavoratori spostati dal Genio civile ad altri incarichi

L'AQUILA. Del Corvo contro Aielli (foto in basso). Il presidente della Provincia, ieri a Roma per incontrare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni Legnini, ha ritirato la firma sull'intesa che ha sancito la nascita dell'ufficio speciale per la ricostruzione. Un atto che, come specificato dallo stesso Del Corvo «equivale alla richiesta di smantellamento dell'Usra. D'ora in poi» afferma Del Corvo «siamo disposti a trattare solo con il Governo». La bomba è esplosa in seguito al trasferimento di parte del personale impiegato al Genio civile ad altri uffici. Trasferimento deciso da Aielli, senza comunicazione ufficiale alla Provincia. «Una situazione arrivata allo stremo in termini di giustizia sociale» dichiara Del Corvo «l'Ufficio speciale dell'Aquila, istituito dall'articolo 67 ter del decreto legge 83 del 2012, convertito in legge 134/2012, che ha tra i suoi compiti quello di “fornire assistenza tecnica alla ricostruzione pubblica e privata e promuovere la qualità della ricostruzione” ritiene che il personale pagato con fondi Cipe e impiegato al Genio civile, debba trattare solo le pratiche relative alla città dell'Aquila. Sorge spontaneo chiedersi chi si occuperà di lavorare le pratiche dei cittadini di Barisciano e di tutti i comuni del cratere». Del Corvo ricorda che «il Genio civile rappresenta una competenza regionale trasferita alle province, opera su tutto il territorio e non offre servizi esclusivi per un solo comune». Ma c'è di più. Mentre Del Corvo era a colloquio con Legnini, è arrivata ad Abruzzo Engineering una disposizione di Aielli per il trasferimento ad altri uffici di 15 dei 54 lavoratori del Genio civile, impegnati nelle pratiche della ricostruzione. «Un'indelicatezza» come la chiama Del Corvo, che si somma al problema della mancata ricostruzione delle scuole. «Dopo 5 anni, e con tutte le somme necessarie già in cassa, all'attivo c'è solo un progetto esecutivo e non esiste una scala di interventi da seguire. La Provincia, con i due progetti dell'Ipsiars e dell'Itas già pronti, è in attesa del relativo finanziamento da oltre due anni. Un bilancio pessimo» secondo Del Corvo «quello dell'Ufficio speciale che, finora, non ha prodotto nulla». Obiezioni messe nero su bianco in una lettera che il presidente della Provincia ha inviato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al sottosegretario Legnini, al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, al responsabile dell'Usra, Paolo Aielli e ai sindaci dei comuni del cratere, in cui Del Corvo «declina ogni responsabilità per le conseguenze derivanti dalla decisione di trasferire parte del personale dal Genio civile ad altri uffici. Tale decisione, oltre che inopportuna e improvvida, si pone in contrasto con le disposizioni di legge in attuazione delle quali sono stati sottoscritti gli accordi per la costituzione dei due uffici speciali, con l'assegnazione delle relative risorse umane. L'autonoma decisione del responsabile dell'Usra pregiudicherà la continuità e l'efficienza dei procedimenti». Queste le motivazioni alla base del ritiro della firma dell'intesa, da parte della Provincia. «Abbiamo chiesto a Legnini» conclude Del Corvo «lo smantellamento immediato dell'ufficio per la ricostruzione. E lo abbiamo fatto presentando ampia e dettagliata documentazione. D'ora in poi vogliamo trattare solo col Governo, senza mediatori».

Monica Pelliccione