Del Grande, il feretro avvolto dal neroverde

I compagni di squadra e il picchetto d’onore degli alpini per l’ultimo viaggio del professore del rugby
L’AQUILA. La bandiera neroverde, i compagni di squadra e il picchetto alpino hanno accompagnato ieri mattina nel suo ultimo viaggio Sergio Del Grande, allenatore, giocatore ed educatore, scomparso all’età di 89 anni.
Centinaia di persone si sono ritrovate a Collemaggio per il rito funebre, officiato da don Nunzio Spinelli, davanti alla bara coperta dalla bandiera neroverde, gli alpini del gruppo Ana “Michele Iacobucci”, a cui Del Grande era iscritto. Accanto al feretro le foto delle formazioni del primo e del secondo scudetto dell’Aquila rugby, quelle che portano indelebile l’impronta di Sergio Del Grande e dei fratelli Carlo e Gaetano. Nelle prime file si potevano riconoscere decine di giocatori dei tempi d’oro dell’Aquila rugby, da Antonio Di Zitti a Evelino Aio, da Paolo Mariani a Francesco Tironi, che al termine della cerimonia religiosa è salito all’ambone per ricordare il giocatore e l’uomo Sergio Del Grande, allenatore dell’Aquila rugby, per un breve periodo anche della Nazionale, giocatore e docente dell’Itis, appassionato di montagna e guida del Cai. Un uomo che, come ha ricordato don Nunzio Spinelli nella sua omelia, «ha dedicato la vita allo sport. Era un grande campione». Sui social si sono susseguiti i messaggi di cordoglio e di ricordo, da quello del sindaco Pierluigi Biondi a quello dell’ex sindaco Massimo Cialente, lo stesso che il 30 aprile del 2017 aveva premiato Del Grande insieme agli altri giocatori dell’Aquila rugby, con la medaglia della municipalità, in occasione dei 50 anni dalla vittoria del primo scudetto conquistato battendo le Fiamme Oro. (r.p.)

