«Delibera cancella i vincoli nelle frazioni»
L’AQUILA. «C’era una volta una delibera (adottata dal consiglio comunale nel 2016) che si proponeva di salvaguardare, negli interventi di ricostruzione, i pochi edifici di interesse storico che nelle...
L’AQUILA. «C’era una volta una delibera (adottata dal consiglio comunale nel 2016) che si proponeva di salvaguardare, negli interventi di ricostruzione, i pochi edifici di interesse storico che nelle nostre frazioni sono sopravvissuti ai trent’anni di spietata politica sostitutiva ed espansiva del Piano regolatore del 1975. Pochi, ma meritevoli di un intervento più attento, in grado di insegnare a tutti gli operatori più o meno sensibili di questa ricostruzione, come si costruisce un luogo, e quindi una comunità».
A parlare dello «strano caso della variante delle frazioni» sono Enrico Perilli e Pierluigi Iannarelli (Sinistra italiana), secondo cui «con lo stesso spirito la proposta eliminava il premio di cubatura previsto dal Prg nei centri storici dei paesi, già devastati da indici di edificabilità inadeguati al tessuto dei piccoli borghi. Ancora, rendeva “regolamento” le famose prescrizioni per gli interventi nei centri storici allegate al Piano di ricostruzione. In cambio prevedeva (d’accordo con Usra) incrementi del contributo di ricostruzione per eseguire interventi più accurati, ammettendo il ricorso a tecnologie costruttive più moderne in caso di gravi condizioni di danno o di edifici già rimaneggiati nel tempo. La proposta originaria», continua i due esponenti di Sinistra italiana, «ha subìto una prima, importante modifica in sede di approvazione delle controdeduzioni che hanno ridotto drasticamente il numero di edifici da attenzionare. In ultimo, il capolavoro. Il 30 gennaio scorso la giunta ha inviato al consiglio una delibera che ha tradito in tutto l’obiettivo originario. Sparito l’obbligo di restaurare edifici riconosciuti pregevoli, reintrodotto, anzi favorito, il premio di cubatura. In pratica la stessa norma del ’75 con in più, perché quelli sono piaciuti, i 50 cm aggiuntivi ai piani terra».
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