Delitto Colabrese, confermata la condanna

18 Febbraio 2021

La Cassazione infligge a Del Monaco 16 anni e 8 mesi. Per i giudici fu lui a uccidere nel 2015 l’amico

SULMONA. Gli hanno notificato la decisione della Cassazione lunedì mattina per poi accompagnarlo nel carcere di Lanciano dove dovrà scontare 16 anni e otto mesi di reclusione. Questa la sentenza dei giudici della Corte Suprema nei confronti di Francesco Del Monaco, il sulmonese di 27 anni accusato di aver ucciso l’amico Giuseppe Colabrese, anche lui 27enne, per questioni di droga. I resti di Colabrese furono ritrovati nell’ottobre del 2015, nel bosco di Cerri, a Romito Magra in Liguria tre mesi dopo che i genitori ne avevano denunciato la scomparsa. Del Monaco, difeso dall’avvocato Lando Sciuba, aveva scelto la via del rito abbreviato ed era stato condannato in primo grado nel 2018 dal gup del tribunale della Spezia e nel 2019 dalla Corte d’Appello di Genova a 18 anni di reclusione. I reati contestati erano omicidio volontario e occultamento di cadavere oltre a due reati minori legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Pena leggermente modificata dalla Corte di Cassazione che ha inflitto a Del Monaco 16 anni e 8 mesi rinviando alla Corte d’Assise d’Appello di Milano il reato di occultamento di cadavere. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della Spezia, l’omicidio avvenne il 4 agosto 2015. Colabrese arrivò alla stazione della Spezia con un treno proveniente da Sulmona il primo di agosto, per poi prendere un autobus per Arcola dove avrebbe dovuto trascorrere un periodo di vacanza insieme all’amico Del Monaco. Ad attenderlo alla stazione ci sarebbe stato proprio il 27 enne, con il quale la vittima avrebbe trascorso un paio di giorni prima di essere ucciso. Del Monaco avrebbe quindi preso un traghetto per raggiungere la Sardegna.
I carabinieri sono riusciti a risalire a Del Monaco dopo aver analizzato il traffico telefonico dei cellulari dei due sulmonesi che si erano incontrati per portare avanti un’attività di spaccio. Il 27enne, interrogato, disse che Colabrese era salito su un treno per Genova per far ritorno a Sulmona e che da quel momento non l’aveva più visto in quanto lui era partito per la Sardegna per un periodo di lavoro. Ma i giudici non gli hanno creduto. Ora in carcere dovrà restare per oltre sedici anni, salvo sconti di pena, dopo la condanna definitiva della Cassazione. (c.l.)
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