Delitto di Barisciano: chiesta la liberazione del giovane arrestato

L’AQUILA . «Scarcerare Gianmarco Paolucci». È la richiesta contenuta nell’istanza presentata ieri mattina, al tribunale del riesame, da Mauro Ceci, avvocato difensore del macellaio 25enne arrestato...
L’AQUILA . «Scarcerare Gianmarco Paolucci». È la richiesta contenuta nell’istanza presentata ieri mattina, al tribunale del riesame, da Mauro Ceci, avvocato difensore del macellaio 25enne arrestato per l’omicidio di Paolo D’Amico. Secondo il legale non ci sono più i motivi che, dieci giorni fa, avevano portato all’emissione della misura cautelare della detenzione in carcere nei confronti del suo assistito. Il provvedimento, firmato dal gip Guendalina Buccella, andrebbe dunque rivisto, consentendo di fatto all’accusato di tornare nella propria abitazione.
La misura, infatti, potrebbe essere cancellata o comunque attenuata, trasformandola nella formula degli arresti domiciliari. Una prima richiesta di scarcerazione era stata presentata da Ceci a conclusione dell’interrogatorio di garanzia di Paolucci, rinchiuso nel carcere di Frosinone a conclusione di un’indagine durata un anno e due mesi dal ritrovamento del corpo di D’Amico, 55 anni, operaio dell’Asm, nel garage della sua casa di Barisciano, ucciso con 22 colpi infertigli con uno scalpello e con una mazzetta. L’istanza, in quel caso presentata al gip, è stata respinta e Paolucci è rimasto in cella. Il tribunale del riesame dovrebbe pronunciarsi al massimo entro un paio di settimane e l’avvocato auspica un esito diverso rispetto al precedente. La misura cautelare in carcere, secondo quanto riportato dal gip nell’ordinanza di arresto, era giustificata non solo dalla particolare efferatezza della modalità con cui fu commesso il delitto, ma anche dall’atteggiamento tenuto da Paolucci che, secondo l’accusa, avrebbe studiato una «tattica funzionale a eludere le indagini». (g.d.m.)
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