Delitto di Cese, il fratello: "Troverò l’assassino di Mariana"

8 Maggio 2012

Giovane inseguita e uccisa, ascoltati alcuni albanesi. Spunta anche la pista della vendetta

AVEZZANO. «Riporterò il corpo in Albania. Poi tornerò in Italia perché voglio scoprire chi ha ucciso mia sorella». È quanto Valentino Marku, fratello di Mariana, la 30enne uccisa a Cese, ha confidato ad alcuni vicini di casa. Il corpo della giovane è stato riconsegnato ai familiari. Le indagini proseguono: si segue anche la pista della vendetta.

IL FRATELLO Valentino Marku è molto scosso. Per ore ascoltato nella caserma dei carabinieri di Avezzano, il fratello della vittima spera che l’assassino di Mariana abbia presto un volto e un nome. «Non riesco a capire chi possa avere fatto una cosa del genere» ha aggiunto l’uomo. Ieri la Procura ha dato il nulla osta per riportare la salma della donna in Albania. Sul luogo del ritrovamento del corpo, intanto, sono stati deposti fiori e lumini.

GLI ESAMI L’autopsia è stata eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio. I primi esami, tra cui alcuni radiologici, hanno confermato che la vittima presenta fratture al braccio e alla gamba sinistra, oltre a ecchimosi sull’addome e una ferita alla testa. Lesioni che sarebbero compatibili con un investimento.

LE TELEFONATE Il sostituto procuratore Guido Cocco sta coordinando le indagini. Per ora l’ipotesi di reato contro ignoti nel fascicolo aperto dalla Procura è quella di omicidio. Attraverso i tabulati e le celle telefoniche si sta accertando quali sono stati gli spostamenti della giovane nei giorni precedenti alla morte. E si vuole scoprire anche con chi ha avuto le ultime conversazioni.

LA SCOMPARSA Le 3,30 di giovedì 3 maggio: a quest’ora Mariana Marku era ancora in vita. Questo stando ad alcune testimonianze e in base alla denuncia di scomparsa fatta dal fratello della vittima al commissariato di polizia. Qualcuno avrebbe visto la giovane anche in un locale di Avezzano. Il corpo senza vita è stato trovato alle 14,15 di sabato 5 maggio in un campo lungo via Pietro Marso, nella frazione avezzanese di Cese.

UNA VENDETTA? È l’ultimissima pista seguita dagli inquirenti per fare luce sul delitto della giovane albanese, che lavorava in un locale notturno di Civitella Roveto. Una vendetta nei confronti della stessa giovane - arrivata nella Marsica a Natale dell’anno scorso - o di qualche suo familiare. Anche per questo si stanno ascoltando alcuni albanesi della numerosa comunità che vive nella Marsica. La donna o qualcuno a lei vicino potrebbe avere commesso uno sgarro? Forse legato anche al lavoro della giovane.

IL LITIGIO Rimangono però in piedi le altre ipotesi. Mariana Marku potrebbe essere morta dopo un rocambolesco inseguimento fra auto o al culmine di un litigio. La Mercedes rubata a Cerveteri e trovata bruciata lo stesso giorno della scomparsa di Mariana, a trecento metri dal luogo dove si trovava il cadavere, presenta dei danni nella parte posteriore. Danni causati dall’investimento della donna o da un incidente? A circa cinquanta metri si trova l’abitazione dove la vittima viveva in affitto. Forse lei ha tentato di tornare a casa a piedi dopo un litigio e la persona che era alla guida dell’auto potrebbe averla investita, per poi gettare il corpo nel fossato a bordo strada e fuggire.

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