«Demolire tutto? Non se ne parla nemmeno»

4 Novembre 2018

Il vicesindaco Liris difende le new town volute da Berlusconi: «Ma il Comune non può gestirle»

L’AQUILA. Cosa fare del Progetto Case? Per una volta maggioranza, e parte dell’opposizione, sembrano d’accordo. La parola magica è “valorizzare”. Lo spiega il vicesindaco Guido Quintino Liris e lo dice anche l’ex assessore, e oggi esponente di minoranza, Lelio De Santis. «Demolire tutto? Non se ne parla nemmeno», spiega Liris. «In passato avevo pensato che si potessero demolire le parti ormai andate a male e riutilizzare le piastre antisismiche per rimetterci sopra strutture come le scuole. Oggi dobbiamo decidere cosa fare di questo enorme patrimonio che il Comune non ha la forza di gestire».
«Dal punto di vista politico», prosegue il numero 2 della giunta, «noi, quando eravamo all’opposizione, abbiamo sempre pungolato l’allora amministrazione di centrosinistra perché affidasse la gestione del patrimonio del Progetto Case a un global service. Oggi il Comune ha lo stesso personale di prima del sisma e deve invece gestire un patrimonio immenso», (inizialmente costituito da 4.449 appartamenti Case, 1.500 Map a cui aggiungeranno a breve 600 appartamenti abbandonati dai proprietari che hanno optato per la sostituzione edilizia). «Le case agibili, oltre all’assistenza, le stiamo destinando alle fragilità sociali», spiega Liris, «e le abbiamo aperte alle associazioni, stiamo facendo accordi con l’Esercito, ci metteremo i rifugiati del Venezuela, li abbiamo usati come rifugio dopo il disastro di Amatrice. Stiamo mettendo mano a 500 contabilizzatori, e se la popolazione sta rientrando nella propria casa, oggi diventa necessario fare un discorso su cosa fare di questi complessi che hanno avuto un ruolo decisivo nel dopo sisma».
Della necessità di dare in gestione il complesso a un service esterno parla anche Lelio De Santis. «Il problema era conosciuto», afferma. «Non si è demolito, né si è provveduto a intervenire in modo serio. L’inchiesta dimostra la cattiva realizzazione, con materiale scadente, ma a me sembra da irresponsabili che un pubblico amministratore veda crollare pezzi del proprio patrimonio e stia fermo». Non c’è altra soluzione, secondo De Santis: «Esternalizzare la gestione, come si fa ovunque, e con soggetti esperti. È l’unico modo per valorizzare questo patrimonio». De Santis invita il Comune a essere presente all’udienza preliminare che vede imputate 29 persone a Piacenza il 7 novembre.(r.p.)
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