Denuncia errata, la burocrazia salva il ladro

27 Maggio 2022

Il 38enne incastrato dalle telecamere dopo il furto di un telefono. Prosciolto per un cavillo giudiziario

AVEZZANO. Viene denunciato per un furto messo a segno in una sala bingo, davanti alle telecamere di sorveglianza, ma nonostante l’evidenza dei fatti viene assolto dal tribunale di Avezzano.
È quello che può capitare in caso di una denuncia scritta male, che non risponde a tutti i protocolli previsti dalla legge.
Ed è quanto capitato a un 38enne residente ad Avezzano che è stato scagionato dall’accusa di aver rubato un cellulare all’interno di una sala Bingo.
L’accusato è stato infatti prosciolto dal tribunale di Avezzano per difetto di querela.
Si tratta di Y.D., di nazionalità marocchina. I fatti risalgono al settembre 2019 e stando all’accusa si sono verificati nella sala slot del Bingo palace di Avezzano. Una donna avezzanese, intenta a giocare, ha inavvertitamente lasciato cadere il proprio cellulare a terra.
Così il giovane, accortosi della sbadataggine della giocatrice, si è impossessato dello smartphone.
La donna, resasi conto solo solo più tardi di non avere più con sé il cellulare, aveva deciso di querelare il responsabile e aveva presentato una denuncia.
Infatti dagli accertamenti, anche tramite il controllo delle telecamere collocate all’interno del Bingo, era stato possibile individuare l’imputato come autore del furto.
Nel corso dell’udienza, davanti al giudice del tribunale di Avezzano, Marianna Minotti, su richiesta del difensore, Mario Del Pretaro, l’imputato è stato prosciolto dall’accusa per mancanza di querela.
Agli atti, infatti, vi era solo un verbale di dichiarazioni rese alle forze dell’ordine dalla donna derubata che, tuttavia, non presentava i requisiti formali della querela e, quindi, non poteva essere considerata tale.
Infatti, per alcuni reati, come il furto non aggravato, esattamente quello che era stato contestato al 38enne di origine marocchina, è necessario l’atto di querela, senza il quale, come in questo caso, non si può procedere e quindi il giudice ha dovuto pronunciare una sentenza di proscioglimento. (p.g.)
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