Denunciati i titolari di due case di riposo

Il Nas avrebbe rilevato l’esercizio abusivo della professione sanitaria e l’abbandono di persone incapaci
SULMONA. I carabinieri del Nas di Pescara, al termine di una serie di accertamenti eseguiti nei confronti di due strutture ricettive per anziani in Valle Peligna, hanno denunciato i rispettivi responsabili per esercizio abusivo della professione sanitaria e abbandono di persone incapaci. Nella fattispecie, i carabinieri hanno accusato i responsabili legali delle società di aver attivato la struttura in assenza della prescritta autorizzazione comunale al funzionamento e di avervi ospitato degli anziani non autosufficienti, in quanto già valutati dalla Asl come bisognosi di prestazioni socio-sanitarie incompatibili con la permanenza in una semplice residenza per anziani. L’attività è frutto di un’intensa azione di controllo, da parte dei carabinieri del Nas di Pescara, sulle strutture socio-sanitarie abruzzesi. Lo scopo di queste operazioni è quello di far emergere casi di abusivismo sanitario e situazioni di abbandono, in difesa delle fasce sociali più deboli, come gli anziani. Dall’inizio dell’anno in Abruzzo sono state già scoperte dai Nas 18 strutture abusive, o comunque con gravi carenze. Il triste primato spetta alla provincia di Chieti, con sette strutture finite nel mirino dei Nas. Segue la provincia aquilana con cinque strutture ispezionate e denunciate dai Nas.
Infine, due strutture sono finite sotto inchiesta nella provincia di Pescara e due in quella di Teramo. Verifiche sono state effettuate anche nei confronti di una struttura di Sulmona dove erano ricoverate persone non autosufficienti. Una ventina di anziani che hanno dovuto trovare posto anche fuori regione perché poche le strutture accreditate come Rsa (Residenza sanitaria assistita). (c.l.)
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