Denunciato il responsabile dell’incendio di Pescina

13 Luglio 2019

È il titolare della ditta dei fuochi d’artificio che hanno innescato le fiamme Concluse le indagini della stazione dei carabinieri del Parco di Gioia dei Marsi 

PESCINA. L’incendio di Pescina è stato causato dai fuochi pirotecnici per la festa e per tale motivo il responsabile dell’attività è stato denunciato.
È quanto emerso dal fascicolo consegnato alla Procura di Avezzano dai militari della stazione carabinieri del Parco di Gioia dei Marsi, a conclusione delle indagini.
L’incendio si è sviluppato il 30 giugno scorso, nel bosco posto sopra all’abitato di Pescina. I carabinieri hanno individuato e denunciato il titolare di una ditta di fuochi d’artificio della Marsica. L’incendio, su cui la pattuglia dei carabinieri Parco era intervenuta durante l’emergenza ambientale, aveva interessato circa quattro ettari di macchia mediterranea e querceto e lambito case e locali agricoli a poca distanza dall’abitato, provocando allarme e preoccupazione nella cittadina. Tutto ciò era avvenuto nella domenica in cui si celebravano i festeggiamenti per la ricorrenza di Sant’Antonio di Padova. Nell’ambito delle manifestazioni c’erano stati i fuochi pirotecnici, con base di lancio proprio nei pressi della zona di innesco delle fiamme e in coincidenza di tempi e orari con lo sviluppo dell’incendio. Così le indagini si sono subito orientate in tale direzione. I militari intervenuti hanno applicato il protocollo di analisi della scena del crimine, previsto per gli incendi boschivi, e il Metodo delle evidenze fisiche (Mef) per individuare il punto iniziale di propagazione del fuoco, ricostruendo la dinamica dell’accaduto. Si sono inoltre avvalsi della consulenza di un esperto pirotecnico, nominato ausiliario di polizia giudiziaria, che ha consentito di ricondurre l’innesco dell’incendio all’utilizzo di granate difettose, disponibili sul mercato a basso prezzo perché di scarsa qualità, che esplodono a un’altezza insufficiente per garantire la sicurezza. Anche la scelta di effettuare il lancio degli esplosivi pirotecnici in un luogo così vicino ad aree boscate, nel pieno del giorno e in concomitanza con le alte temperature estive e vento forte, ha contribuito a rafforzare l’ipotesi di responsabilità per imprudenza, superficialità e omissione delle dovute cautele per l’esercizio di un’attività potenzialmente pericolosa per la pubblica incolumità e l’ambiente. Il reato ipotizzato è quello di incendio boschivo colposo cagionato da colpevole disattenzione ed è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
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