Depuratore, l’ira degli agricoltori E l’Arta avverte: «Più controlli»

31 Marzo 2024

Fabrizi (Confagricoltura): «Storia nota, i consumatori devono rifiutarsi di pagare un servizio inefficiente» Già a gennaio era emersa l’alterazione dello stato di salute delle acque che confluiscono nei canali

AVEZZANO. Il depuratore di Puzzillo sotto la lente dell’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente), che annuncia controlli a cadenza ravvicinata già a partire dalla prossima settimana. È uno dei risvolti dell’ordinanza a firma del sindaco Di Pangrazio, a disporre per due mesi il divieto di utilizzo delle acque reflue dell’impianto alla periferia sud di Avezzano.
CONTROLLI INTENSIFICATI
Gli esami già condotti dai ricercatori dell’agenzia fa avevano portato alla luce l’alterazione dello stato di salute delle acque di rilascio, che confluiscono nei canali dai quali gli agricoltori attingono per l’irrigazione dei campi. «Dopo le festività pasquali riprenderemo i controlli all’impianto. Saremo sul posto con i nostri operatori e metteremo in atto un programma di monitoraggio delle acque con campionamenti frequenti, fornendo elementi al decisore politico per poter ristabilire le condizioni di normalità», è quanto ha tenuto a evidenziare il direttore di Arta, Maurizio Dionisio.
«EVITARE ALLARMISMI»
«Chiaramente un’ordinanza del genere desta preoccupazione», ha dichiarato Domenico Roselli, direttore di Coldiretti, «eppure siamo certi che i parametri rientreranno nella norma. Dobbiamo fare in modo di non creare una cattiva eco rispetto al problema. Le attività agricole cominceranno più in là, gli agricoltori saranno rispettosi dell’iniziativa del sindaco e, nel caso servisse, ricorreranno a sistemi di irrigazione alternativi».
LE PREOCCUPAZIONI
Confagricoltura ribadisce la vicinanza agli agricoltori e guarda invece con preoccupazione all’apertura della stagione dell’irrigamento, prevista entro maggio. «Le produzioni agricole sono programmate da tempo», ha spiegato Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura L’Aquila, «se tra un mese e mezzo avremo problemi ad attingere dal fosso, saranno guai seri. Sono molto arrabbiato. Si continua a insistere sulla parte lesa, vale a dire gli agricoltori. Mi chiedo perché i consumatori non si facciano sentire. Dovrebbero rifiutarsi di pagare un servizio inefficiente come lo è la depurazione del territorio. Già 7 anni fa protestammo in piazza come associazione di categoria. Dobbiamo nuovamente scendere in strada?».
UN PROBLEMA ANNOSO
Un problema noto da anni da Confagricolura, che anche in occasione della recente campagna elettorale regionale, ha portato all’attenzione dei candidati del territorio l’importanza di un sistema di depurazione pienamente funzionante per l’intero comparto fucense. «Beneficiare di un impianto che lavori correttamente», ha ripreso Fabrizi, «significherebbe poter disporre di riserve d’acqua considerevoli, che gioverebbero al Fucino. Durante la giunta D’Alfonso, l’Autorità di distretto mise a punto un progetto per collettare tutti i depuratori presenti sulla conca fucense, al fine di potenziale la capacità di depurazione delle acque. Gli incartamenti arrivarono in Regione, ma da allora nessuno ha ritenuto di dover prendere in considerazione l’intervento. Il risultato è che ci ritroviamo a distanza di anni a pagare per una criticità che conosciamo da sempre».
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