Depuratore, ora è tutto da rifare
Il governo boccia la legge regionale, la competenza non è dell’Arap
AVEZZANO. Una settimana prima delle recenti elezioni il Comune ha convocato una conferenza stampa per annunciare di aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per aprire il depuratore e fermare l'inquinamento.
Ora, è tutto da rifare perchè il Consiglio dei Ministri ieri ha deciso di impugnare la legge della Regione Abruzzo numero 15 del 27 marzo 2014 con la quale si autorizzava l’Arap (Ex Consorzio industriale) a gestire il depuratore di Avezzano. Per l'assessre all'Ambiente, Roberto Verdecchia, che mette le mani avanti, «non ci sarà alcuna interruzione dell'iter perché il ricorso è stato solo presentato e non accolto». Allarmate sono invece le associazioni che hanno lottato per arrivare a una sempre più sperata apertura. «La notizia», afferma Gianvincenzo Sforza di Acqua nostra, «non ci coglie di sorpresa anche se avremmo sperato che ciò non accadesse: cioè proprio quello che nella riunione di marzo scorso all’auditorium Fermi di Celano era emerso chiaramente dagli interventi che lasciavano presagire una impugnazione della legge. Ciò pone seri ostacoli alla celere messa in funzione del depuratore di Avezzano e lavoreremo per rendere possibile l’avvio dell’impianto ricorrendo, se necessario, a un accordo tra l’Arap e il Cam. Il Fucino, dove la situazione va migliorando, non si può permettere di vedere bloccata un’opera costata 10 milioni di euro, che risolverebbe buona parte della problematica depurazione nella Marsica solo per questioni di “lana caprina”».
«Fino a oggi», aggiunge Augusto Di Bastiano del Centro giuridico del cittadino, «abbiamo lavorato affinché si giungesse a una soluzione positiva e continueremo a farlo senza scoraggiarci. La legge regionale oggi osservata dal Governo pone crea una nuova situazione che va affrontata e risolta nell’immediato per evitare ulteriori problemi di inquinamento nel Fucino». (p.g.)
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