Depuratore, svanito il passaggio al Cam

Di Bastiano: Regione e Comune si attivino per completare l’iter e risolvere il caso dei liquami nei fossi
AVEZZANO. Scompare all’orizzonte il passaggio del depuratore di strada 2 dall’Arap al Cam. La svolta annunciata a dicembre, che doveva portare al superamento della violazione della legge 152-2006 da parte della giunta guidata dall’allora presidente Gianni Chiodi con l’affidamento del nuovo impianto all’agenzia regionale delle attività produttive, è rimasta in qualche cassetto. Sulla vicenda è calato il silenzio. Il passaggio di consegne era stato fissato per il primo gennaio da un tavolo tecnico dei vecchi amministratori, istituito dall’ex presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, con l’ormai ex presidente dell’Arap, Giampiero Leombroni, dopo la diffida del Comune di Avezzano.
Si allungano quindi, a dismisura, i tempi per ottemperare alla legge dello Stato che affida la gestione degli impianti di depurazione a un gestore unico, nel caso specifico al Cam. «Sarebbe il caso», afferma il presidente del Centro giuridico, Augusto Di Bastiano, rivolto a chi ha preso le redini della Regione e del Comune di Avezzano, «per il presidente, Marco Marsilio e il commissario prefettizio, Mauro Passerotti, di riprendere le fila della delicata questione del passaggio del depuratore di strada 2 dall’Arap al Consorzio acquedottistico marsicano per passare alla gestione unica. Non è pensabile continuare a tenere due gestori, per due depuratori, nella stessa città, mentre le cronache raccontano che, con gli acquazzoni, i liquami finiscono in parte nei fossi fucensi». In nove mesi, però, la concretizzazione del passaggio di consegne Arap-Cam, che doveva essere seguita dai tecnici, anche per trovare una sintesi ai contenziosi aperti, è rimasta sospesa. Il sospirato nuovo corso, invocato dalle amministrazioni comunali, il Centro giuridico e Confagricoltura, che doveva far tirare un sospiro di sollievo anche ai residenti della zona del depuratore di fosso Pozzillo, da anni in attesa della soluzione del maleodorante problema, sembra svanito nel sulla.
Ogni volta che c’è qualche acquazzone la vita dei residenti della zona diventa un vero e proprio inferno, visto che sono costretti a convivere con cattivi odori a dir poco insopportabili. «Con la definizione del passaggio», chiosa il presidente del centro giuridico, «i finanziamenti destinati agli impianti potrebbero essere utilizzati per collegare il fosso scoperto con il sistema di depurazione e mettere così la parola fine a situazione assurda». (m.s.)
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