Depuratori del Cam Avvisi di garanzia a Tedeschi e altri 4

L’accusa della Procura a ex presidente e dirigenti: «Utenti costretti a pagare un servizio inesistente»
AVEZZANO. Depuratori non funzionanti ma utenti costretti a pagare ugualmente le bollette. È questa l'attuale situazione del sistema di depurazione nella Marsica secondo quanto emerso da un'indagine della Procura di Avezzano che ha portato alla notifica di cinque avvisi di garanzia nei confronti di vecchi e nuovi amministratori del Cam. Sono stati iscritti nel registro degli indagati con l'accusa di frode continuata nelle pubbliche forniture l'attuale presidente dell'organo di gestione del Cam, Andrea Ziruolo, il responsabile tecnico, ingegnere Giuseppe Venturini, l'ex direttore amministrativo Luca Ciarlini, in carica fino al 20 giugno 2013, e a ritroso l'ex presidente del consiglio di amministrazione Gianfranco Tedeschi, in carica fino al 31 ottobre 2012 insieme al componente del Cda, Pasqualino Di Cristofano. In sostanza, secondo quanto accertato dalla polizia provinciale, il Cam, società partecipata costituita dal Comuni, avrebbe incassato i canoni per la depurazione nonostante le strutture adibite a purificare l'acqua fossero fuori uso, o parzialmente non funzionanti. Il settore Ambiente della Provincia dell'Aquila, dal 2011 al 2013, ha mosso 46 contestazioni di infrazione amministrativa, mentre la polizia giudiziaria ha individuato l'esistenza di 47 impianti di depurazione a cui vanno aggiunte 42 fosse Imhoff, impianti che, quasi nella totalità dei casi, non erano perfettamente funzionanti. Secondo la Procura, non sono stati mai avviati fino a ora interventi di manutenzione idonea a risolvere tutti questi problemi. Negli ultimi mesi è venuto alla luce il caso più eclatante, quello del depuratore Pozzillo che non è in grado di garantire una efficace depurazione delle acque che confluiscono nel Fucino, dove è stata riscontrata la presenza di salmonella. L'indagine è una conseguenza di una situazione che deve per forza arrivare a una situazione, soprattutto per questioni legate all'aspetto igienico-sanitario. Ora, infatti, in contraddittorio con gli indagati, dovranno essere verificate oltre alle attuali modalità di esercizio dei depuratori, anche l'eventuale presenza di rischi per la salute pubblica a causa di batteri capaci di provocare malattie. Dovrà essere inoltre verificata la presenza di inquinanti biologici e chimici previsti per l'immissione nei corsi di acque superficiali di reflui fognari. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, mentre il collegio difensivo è composto dagli avvocati Alessandro Giffi e Roberto Jageregger.
Pietro Guida
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