Di Benedetto fonda “Polis 305” e apre la partita per il Comune

Il consigliere regionale e comunale tiene a battesimo il nuovo laboratorio politico di ispirazione civica Con lui il sindaco di Teramo, D’Alberto, e gli ex amministratori Alessandrini (Pescara) e Luciani (Francavilla)
L’AQUILA. «Due strade divergevano in un bosco ed io presi la meno battuta e questo ha fatto tutta la differenza». Cita i versi finali di una poesia di Robert Frost – tanto cara peraltro al professor Keating dell’Attimo Fuggente – l’ex sindaco di Pescara Marco Alessandrini,per esplicitare la vocazione del nuovo laboratorio politico inaugurato all’Aquila insieme a Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo, Americo Di Benedetto, consigliere regionale, e Antonio Luciani, già sindaco di Francavilla. Un progetto volto a superare le dinamiche tra le forze politiche tradizionali che convivono in Abruzzo.
il civismo
“La strada meno battuta”, invece, è quella del “civismo” inteso come «sensibilità per le esigenze della comunità in cui il cittadino vive; il senso dei propri doveri di cittadino che, anzi, ogni politico dovrebbe possedere». Un civismo che nasce da una consolidata esperienza amministrativa nella consapevolezza che c’è una parte dell’attivismo politico regionale che non trova da anni la propria dimensione in alcuna aggregazione esistente. Questo è lo spirito che anima il nuovo spazio civico, che si chiamerà Polis 305 (il riferimento è al numero dei comuni in regione). Nelle intenzioni dei fondatori, Polis rappresenta il luogo del confronto, un campo fertile di idee nel quale innescare il processo virtuoso di crescita. «In questo senso», viene spiegato dai promotori, «Polis 305 è un grande cantiere dell’Abruzzo che tocca quattro capoluoghi, un luogo virtuale dove rigenerare, ricostruire, agire».
la presentazione
La presentazione nella Sala Spagnoli dell’Emiciclo. «Lavoriamo ormai da anni, insieme a molti altri amici a questo progetto politico», hanno detto i quattro fondatori, «precisando che vogliamo dare il via con spirito di altruismo e generosità verso il territorio ad un percorso aperto a uomini e donne che come noi sentono la necessità di avere sulla classe dirigente». La ragione di fondo è legata al fatto che «i partiti non hanno saputo dare voce alle esigenze non solo nostre, ma di un mondo vasto e variegato. Per anni, d’altra parte, abbiamo condiviso le idee su una corretta gestione della causa comune, nella consapevolezza di quanto spesso le energie e le competenze di questa Regione vengano sacrificate in nome dello spirito di autoconservazione dell’attuale classe dirigente». Uno sforzo non da poco. «Il movimento», ha detto Luciani, sindaco di Francavilla tra il 2011 e il 2021, «nasce nel tentativo di dare valore alle esperienze dei tanti amministratori sul territorio. Le comuni esperienze sul campo ci hanno indotto a ricercare uno strumento che potesse mettere fine a questo stato di cose che perdura da decenni». Il sindaco di Teramo D’Alberto ha sottolineato che Polis 305 «non intende occupare uno spazio bensì aprirlo, costruendo un riferimento solido per un mondo che si riconosce nel campo largo del centrosinistra ma non nelle strutture partitiche». Dei confini, comunque ci sono, come ha rimarcato Alessandrini: «Teniamo fuori dalla nostra proposta sovranisti, populisti e tutte quelle persone inclini a vendere soluzioni facili a problemi complessi. Ci vuole ben più di qualche tweet per risolvere alcune questioni». Entusiasta Di Benedetto, consigliere regionale e comunale all’Aquila. «Vogliamo parlare a chi non si sente a proprio agio in spazi di parte, dando la possibilità di impegnarsi a chi già lo fa, ma in maniera dispersa. Il perimetro d’azione è chiaro: siamo europeisti, dentro lo scenario che governa il paese, chiaramente alternativi a chi governa la Regione e aperti al dialogo con le altre forze politiche e civiche di opposizione». A breve grande assemblea costituente anche in chiave amministrative.

