Di Benedetto punta dritto verso la capitale

18 Giugno 2017

Il candidato sindaco: «Una metro per cambiare la nostra vita. Bisognava farlo prima, ma la politica cittadina non è stata autorevole». Niente alleanze ufficiali

L’AQUILA. «L’abbiamo detto a chiare note: non facciamo apparentamenti. In caso, li faremo dopo, se vinceremo, nel senso di conivolgere tutte le forze politiche nelle cose importanti della città, senza preclusioni per nessuno».
PARENTI LONTANI. Americo Di Benedetto, candidato sindaco del centrosinistra al ballottaggio del 25 giugno, non ha dubbi: «Fare apparentamenti oggi, significherebbe solo unirsi per vincere. Ma quello che conta non è vincere ora, ma gettare le basi per il futuro della città. E poi», aggiunge Di Benedetto, «come si fa ad apparentarsi? Prima dell’11 giugno avevamo programmi e idee diverse e ora, invece, dovremmo andare uniti? Non fa parte della mia politica, è solo un’alleanza utilitaristica».
ROMA VICINA. Poi Di Benedetto parla di uno dei problemi che gli sta a cuore: i collegamenti con la capitale: «Ci sono tra l’altro tanti aquilani che fanno i pendolari con Roma tutti i giorni, ma anche tanti romani che verrebbero molto volentieri all’Aquila, almeno nei fine settimana. È per questo motivo che martedì il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sarà nel nostro capoluogo, per parlare della possibilità di migliorare i collegamenti tra le due città», sostiene Di Benedetto. Zingaretti parlerà agli elettori del centrosinistra martedì 20 giugno, alle 18.30, nella sede dell’Ance.
«Discuteremo di cose concrete, la presenza di Zingaretti non sarà propagandistica, ma per illustrare idee che avranno un sviluppo».
FUTURO PROSSIMO. «Cominciamo a costruire il futuro, ovvero quale direzione deve prendere L’Aquila. Una di queste è il collegamento con Roma. È vero che lo aveva annunciato anche la senatrice Stefania Pezzopane, quando era sindaco di Roma Walter Veltroni, ma il problema è stato sempre quello dei soldi. Ora ci sono più possibilità», dice Di Benedetto, «e dobbiamo sfruttarle, soprattutto con i finanziamenti europei».
IL SOGNO METRO. «Dall’Aquila a Roma e ritorno finora c’è solo il trasporto su gomma. Invece, costruire una metropolitana di superficie significherebbe arrivare a Roma in un’ora. E anche dalla capitale arriverebbe gente. Cambierebbe la vita della nostra città, lo sviluppo, gli immobili, che ora sono – e saranno in seguito – più belli, sicuri e meno costosi», sottolinea il candidato sindaco del centrosinistra. «A Roma ci sono tre milioni di persone che per noi vogliono dire turismo, presenze. Quanto costano tutti quegli autobus che giorno e notte fanno la spola tra L’Aquila e Roma? Si risparmierebbero molti soldi».
TUA E MIA. Potrebbe però sorgere un problema politico: quello della Tua, l’ex Arpa, che vedrebbe il lavoro, e di conseguenza l’occupazione, diminuire. «Questo non è un problema», dice, «perché Tua potrebbe gestire quel tratto di ferrovia, come fa la Sangritana, e i lavoratori potrebbero essere ricollocati. L’Aquila deve diventare ambiziosa. I sottoservizi sono un esempio».
IN CAUDA VENENUM. Di Benedetto chiude con una critica: «La politica cittadina, la classe dirigente, finora non è stata autorevole. Dobbiamo capire dove vogliamo andare».
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