Di Cesare (Appello per L’Aquila): L’Aquila torni questione nazionale

Il consigliere comunale chiede la convocazione di un consiglio straordinario sulla ricostruzione «Bisogna uscire dall’impasse sui rapporti Comune-governo, occorre mobilitarsi di nuovo»
L’AQUILA. «Basta con i viaggi della speranza a Roma, che non portano a nulla se non a un rapporto privatistico, a senso unico tra l’amministrazione Cialente e il governo. E nulla di più. Non un maggiore interesse politico e soprattutto non un sostegno concreto, finanziario da parte del governo targato Pd», ossia lo stesso partito al quale appartiene il sindaco Massimo Cialente «e che quest’ultimo non disdegna di criticare anche a muso duro per la sua lontananza dalle problematiche aquilane». A sparare a zero questa volta sull’amministrazione comunale è il consigliere di Appello per L’Aquila Ettore Di Cesare, che ha inviato al presidente del consiglio comunale Carlo Benedetti la richiesta di convocare una seduta straordinaria urgente per discutere dell’impasse in cui si trovano i rapporti tra Comune e governo, lanciando anche una mobilitazione cittadina contro «l’immobilismo del governo di Matteo Renzi, che preferisce la Leopolda all’Aquila». «Le richieste per la ricostruzione di questo territorio non possono essere delegate a iniziative personali o di partito», ha tuonato Di Cesare in una conferenza stampa tenuta all’indomani di un altro incontro in cui le opposizioni di centrodestra hanno comunicato di aver deciso di cominciare ad adottare il loro ruolo di «vera opposizione», in una sorta di fuoco incrociato che cavalca il momento difficile per l’amministrazione Cialente, in bilico tra questioni che sembrano irrisolvibili almeno nel breve periodo: aeroporto dei Parchi, ora bloccato da un sequestro per traffico di rifiuti; gestione fallimentare del patrimonio immobiliare post-sisma con i cittadini dei comitati che fanno muro contro l’amministrazione; governance «decapitata» e zero risorse nella Legge di Stabilità (solo per fare qualche esempio). «Ma tali richieste», ha aggiunto Di Cesare, «devono essere discusse con la popolazione e passare attraverso il consiglio comunale». Ed è proprio di queste ore la notizia che l’Abruzzo resta senza un rappresentante all’interno del governo, in quanto il nuovo sottosegretario all’Economia è Paola Di Micheli, vicepresidente emiliana del gruppo Pd alla Camera, restando così fuori sia la senatrice aquilana Stefania Pezzopane sia il pescarese Antonio Castricone. «L’Aquila», ha aggiunto Di Cesare, «deve tornare una questione nazionale. Se ha smesso di esserlo è anche perché la strategia seguita è stata fallimentare. Non può essere solo una parte politica o qualche parlamentare a chiedere conto al governo delle scelte che vengono prese». Parole che in realtà si sentono ripetere da anni soprattutto dalle organizzazioni di categoria e dalla parti sociali che chiedono una maggiore concertazione e condivisione delle strategie post-sisma. Nel mirino del consigliere di Appello per L’Aquila c’è, in particolare, lo Sblocca-Italia («il Pd ha presentato emendamenti paradossali, come quello che sottrae risorse alla ricostruzione per destinarle alla manutenzione del Progetto Case», ha ricordato); ma anche la Legge di Stabilità. Come uscire «dall’isolamento in cui si trova l’amministrazione comunale?». La risposta è sempre la stessa da cinque anni a questa parte, quando ci si trova di fronte a un problema nell’infinita epopea della ricostruzione: «Mobilitarsi».
Marianna Gianforte
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