Di Cesare, polemico addio al Pd sulmonese

26 Marzo 2022

Il primo dei non eletti riconsegna la tessera: «Dopo 50 anni, non mi riconosco più in questa sinistra»

SULMONA. L’ex consigliere comunale e componente storico del Partito democratico cittadino, Salvatore Di Cesare, lascia il suo partito. Lo fa dopo mezzo secolo di militanza, riconsegnando la tessera nelle mani del segretario nazionale Enrico Letta, insieme a una lettera in cui spiega i motivi della sua decisione. «Dopo 50 anni di militanza e appartenenza alla sinistra, ho riconsegnato la mia tessera di iscrizione al Pd», afferma Di Cesare, «non mi riconosco più nella linea politica portata avanti, uguale a quella di altri partiti e movimenti, sovranisti compresi, che abbiamo sempre contrastato con le nostre idee e con le nostre lotte. Il mio partito non rappresenta più i deboli e gli indifesi di questa società che tutela i delinquenti senza giustizia e i percettori del reddito di cittadinanza». Salvatore Di Cesare è un fiume in piena: «Stanno producendo solo gravi danni all’economia del paese. In modo scandaloso hanno censurato i giornalisti corrispondenti da Mosca, ingiusto e violento attacco al giornalismo non di regime. Preciso di non voler scegliere e votare più per il meno peggio», conclude Di Cesare, «o per quelli nominati dalle segreterie di partito. Pertanto ho deciso di riconsegnare la mia tessera di iscrizione al Pd». Ma la guerra in Ucraina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di Cesare, infatti, era entrato in rotta di collisione con alcuni membri del direttivo, compreso il segretario politico e attuale vicesindaco Franco Casciani, subito dopo le elezioni, quando alla fine delle trattative per la spartizione delle poltrone e degli incarichi, portate avanti dal consigliere comunale Mimmo Di Benedetto, era stato deciso di “far fuori” dai ruoli di potere la presidente del circolo cittadino, Teresa Nannarone, prima dalla presidenza del consiglio e poi dall’esecutivo. Con Nannarone in giunta, Di Cesare, in qualità di primo dei non eletti, sarebbe entrato a far parte del consiglio comunale. Ipotesi vanificata dalla decisione di Casciani di tenere sia la guida del partito che il posto nell’esecutivo del sindaco Gianfranco Di Piero, il quale a distanza di pochi mesi dal suo insediamento si ritrova il primo partito della coalizione alle prese con faide interne, oltre alla patata bollente di Maurizio Proietti da gestire, diviso a metà tra centrodestra e centrosinistra. (c.l.)
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