Di Domenico (Atc): «Nessun orso ucciso dai bracconieri»

31 Ottobre 2019

AVEZZANO. L’orso marsicano è riuscito a unire sui concetti anche cacciatori e Wwf. L’appello sembra essere univoco: «Fate presto o spariranno». Il presidente dell’Atc Avezzano, Giacomo Di Domenico,...

AVEZZANO. L’orso marsicano è riuscito a unire sui concetti anche cacciatori e Wwf. L’appello sembra essere univoco: «Fate presto o spariranno». Il presidente dell’Atc Avezzano, Giacomo Di Domenico, a proposito di orsi afferma di condividere la preoccupazione sull'estinzione dei plantigradi. «Anche a noi», ha dichiarato, «al pari di altri stanno a cuore la tutela e la salvaguardia di questo animale. Non siamo però d’accordo sulle soluzioni proposte, che ricalcano quelle che in tutti questi anni hanno prodotto la situazione attuale che è sotto gli occhi di tutti. Gli orsi», spiega, «sono scesi a circa 50 e vivono ormai sparsi in tutti i paesi della Marsica della Ciociaria e del Molise. Non amano fare i turisti e se escono dal Parco lo fanno o in cerca di femmine, ma non è questo il periodo, o alla ricerca di cibo, cosa probabile visto che siamo in autunno. E se si allontanano così tanto (ultimo avvistamento a Sante Marie), vuol dire che a casa loro di cibo non ce n’è più». Dal 1994 sono stati ritrovati 43 orsi morti. Secondo alcuni dati, però, il 40 per cento sarebbe deceduto a causa del bracconaggio. Dato che non accetta Di Domenico. «È un’affermazione falsa e tendenziosa», dichiara, «che offende gli abruzzesi e non solo, visto che sono 30 anni che non si registrano atti di bracconaggio nei confronti dell’orso. Come è ridicolo affermare che il 5 per cento di orsi morti è stato causato da aggressioni dei cani. Al riguardo è triste constatare che chi diffonde simili notizie, o è male informato o non verifica come le informazioni che riceve. Sono 50 anni che frequento le nostre montagne», aggiunge, «e nei diversi incontri con l’orso sono stati sempre e solo i nostri cani a restarne intimoriti. Gli enti e le autorità preposte alla tutela del nostro animale hanno speso sinora 13 milioni, un fiume di denaro, ma studi, ricerche, progetti, convegni e conferenze nazionali e internazionali, non hanno prodotto nulla di concreto: gli orsi entrano nei paesi, nelle case e abbandonano i loro storici habitat. Diciamo con fermezza a chi di dovere», conclude Di Domenico, «che all’orso non servono leggi speciali, serve invece che, se mai arriveranno quei 6 milioni chiesti dal Wwf, siano spesi per fare la cosa più semplice ma anche la più giusta: seminate a perdere e riportate le pecore negli stazzi e gli orsi torneranno nel parco».(p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.