Di Giambattista dal giudice

15 Agosto 2017

Domani in tribunale l’aquilano che ha bruciato un palazzo causando un morto

L’AQULA. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rieti ha fissato per domani mattina l’udienza per la convalida del fermo di polizia giudiziaria a carico di un giovane aquilano, Alessandro Di Giambattista accusato di aver dato fuoco a un palazzo, incendio dal quale è conseguita la morte di un 67enne del posto, Enrico Andrea Piva.
CONVALIDA. In quell’occasione il 26enne, assistito dal suo avvocato, potrà fornire la sua versione dei fatti oppure avvalersi della facoltà di non rispondere. Per ora, ovviamente, resta in carcere in attesa che il gip, sentito il pm per il parere, e la difesa, decida cosa fare. L’accusa, sostenuta dal pm Luciana Bennetti, è comunque pesante visto che gli investigatori sembrano propensi a qualificare come doloso il comportamento a lui attribuito. Al momento è rinchiuso nel carcere di Rieti-Vazia.
PAGANICA. ll giovane, che al momento ancora non è riuscito a trovare un lavoro fisso, è originario di Paganica, frazione che frequenta abbastanza spesso perché ci vive la madre, ma talvolta è stato notato anche a Tempera, dove abita un suo parente. Il padre, invece, è di Cittareale, paese in provincia di Rieti. Circa un mese fa era stato visto proprio a Paganica per la notifica di un atto giudiziario.
IL MOVENTE. Alla base del gesto, secondo la ricostruzione della squadra Mobile reatina, il fatto che l’indagato non ha gradito le parole che l’uomo avrebbe rivolto alla sua ragazza e così ha deciso di punirlo dando fuoco a una palazzina in pieno centro storico: Piva è morto, una vicina di casa si è salvata per miracolo ed è stata ricoverata per un’intossicazione da fumo. Decine gli appartamenti invasi dal fumo ed evacuati. Grazie alle testimonianze dei vicini di casa il giovane è stato rintracciato dalla polizia di Rieti e fermato. Tra i due – che erano anche amici su Facebook – si erano già verificati forti diverbi e sabato sera, poco prima della tragedia, Di Giambattista era andato a discutere con il suo padrone di casa, Piva appunto, per questioni economiche legate all’affitto. L’aquilano, infatti, era uno degli inquilini e viveva con la sua fidanzata. Proprio degli epiteti non proprio delicati rivolti alla donna dal 67enne avrebbero scatenato la reazione del giovane.
L’INCENDIO. Per punire Piva, dunque, avrebbe appiccato il fuoco ad alcuni mobili e il rogo si sarebbe velocemente propagato. Il 26enne, nel frattempo, è fuggito insieme ad altre quattro persone, ma i suoi movimenti non sono sfuggiti ad alcuni vicini i quali si erano affacciati a causa delle urla. Visto il fuoco, Piva ha cercato di sfuggire alla violenza delle fiamme salendo al piano superiore, ma durante la fuga è stato sopraffatto dal fumo che lo ha intossicato facendogli perdere i sensi.
PRECEDENTI. Di Giambattista era già stato coinvolto in altri episodi di violenza. Nel maggio scorso, alla stazione di Rieti, era stato protagonista di una rissa, avrebbe picchiato una persona e poi preso a calci la volante della polizia accorsa sul posto. Nel 2014 a Terni, anche in questo caso alla stazione, era rimasto coinvolto in un altro episodio di violenza. Insomma, si tratta di un personaggio abbastanza noto alle forze dell’ordine. Di recente ha avuto problemi anche all’Aquila. I carabinieri della stazione di Paganica, circa un anno fa, lo hanno arrestato per furto. Una donna che saltuariamente lo ospitava contattò i carabinieri dicendo che quel giovane aveva rubato il televisore dal suo Map e si era allontanato. Le ricerche degli uomini dell'Arma di Paganica in collaborazione con i colleghi di Assergi e San Demetrio ne' Vestini permisero di individuare il giovane che ha ammise le sue responsabilità e consegnò ai militari anche 150 euro che aveva rubato sempre dalla stessa abitazione.
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