Di Giamberardino, una sfida per il tricolore

19 Agosto 2018

Il pugile di Luco dei Marsi giovedì sul ring di Sante Marie: in palio il titolo italiano dei super welter

LUCO DEI MARSI. Di mestiere fa il meccanico, con una particolare abilità nel preparare automobili da competizione, ma la sua vera passione è sempre stata il pugilato. Marco Di Giamberardino è un ragazzo di Luco dei Marsi che fra non molto potrebbe diventare campione italiano nella categoria dei super welter. Giovedì prossimo, a Sante Marie, il portacolori della AvezzanoBoxe della quale è presidente Giovanni Tarquini, affronterà il napoletano Giuseppe Rauseo, un 38enne molto esperto che dovrebbe chiarire ulteriormente le idee al clan del marsicano, circa le possibilità di avvicinarsi al titolo tricolore. Al pugilato Di Giamberardino (28 anni) è arrivato dopo aver praticato la kick boxe. È stato Roberto Rosini (ex professionista di discreto livello) a convincerlo a cambiare disciplina e, a gioco lungo, è lo stesso Di Giamberardino a riconoscere che la scelta si è rivelata azzeccata: «Penso di sì, perché nel pugilato riesco a esprimere più compiutamente le mie qualità». Una carriera pianificata, come conferma lo stesso atleta: «Roberto Rosini mi propose da subito di impostare un certo tipo di lavoro e posso confermare che ogni piccolo dettaglio, anche quei particolari che a uno sguardo superficiale possono sembrare inutili, a gioco lungo si sono rivelati indovinati e adesso sto pian piano raccogliendo i frutti delle tante energie spese nel corso di questi 13 anni di attività». La qualità migliore del boxeur luchese è quella di tenere a distanza l’avversario e cercare di colpire di rimessa, ma per un motivo molto semplice, perché essendo un longilineo (per la categoria), avrebbe difficoltà nelle fasi di bagarre a corta distanza. Il lavoro, lo sport, ma anche il sentimento, un tasto che Di Giamberardino liquida però in poche battute: «Non sono sposato né fidanzato, ma innamorato lo sono stato anch’io, però a un certo punto della mia carriera ho capito che non era possibile coniugare al meglio i sacrifici da fare per salire sul ring con i piaceri e i dispiaceri che ti procura una relazione sentimentale, per cui al momento sono liberissimo da impegni e conto di continuare a esserlo almeno fino al termine della mia carriera sportiva».
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