Di Girolamo, una famiglia nel pallone

La storia. Mario è il portiere del Capistrello, con lui in campo figlio e fratello: «Quante emozioni»
CAPISTRELLO. Una famiglia legata in maniera indissolubile dal gioco del calcio. È quella dei Di Girolamo, tutti originari di Roccavivi, frazione di 1.100 abitanti nel comune di San Vincenzo Valle Roveto.
I fratelli Mario e Daniele quest’anno difendono i colori granata del Capistrello – socierà del presidente D’Amore – risultando spesso decisivi nel portare a casa i punti necessari per centrare una tranquilla salvezza nel campionato di Eccellenza abruzzese. Con loro anche Antonio, figlio di Mario e nipote di Daniele.
Mario è il più anziano dei tre, ma a 38 anni suonati può vantare di essere ancora tra i migliori portieri della categoria. Fisico robusto e piede degno di un centrocampista, al punto che i suoi rilanci si sono rivelati talvolta determinanti per i compagni di squadra, come quando realizzò un gol memorabile quattro anni fa sul campo di Pescina, in occasione dello spareggio con i laziali del Serpentara, con un rinvio che si insaccò beffardamente alle spalle del collega avversario. L’anno scorso Mario aveva quasi deciso di smettere con il calcio, ma poi non ha saputo resistere al richiamo del tappeto verde: «Stavo per appendere gli scarpini al chiodo per via di un infortunio, ma poi tutto si è risolto per il meglio». È tifoso del Milan, esattamente come Daniele e Antonio, e il suo modello ideale di portiere è sempre stato Gigi Buffon. I ricordi più belli di una lunga carriera iniziano a Sora: «Dove ho avuto la soddisfazione di esordire in serie C contro la Vis Pesaro, ma un altro ricordo fantastico è l’aver affrontato il Napoli al San Paolo, lo stesso anno che vide De Laurentiis diventare il presidente dei partenopei». Attaccante è invece Daniele, fratello di Mario e zio di Antonio. Una carriera iniziata nel settore giovanile del San Benedetto dei Marsi: «E proseguita poi indossando le maglie di Balsorano, Cerchio, Sulmona, Luco dei Marsi, Celano, Avezzano e infine Capistrello, dove per necessità (è un attaccante esterno, ndc) ho dovuto riciclarmi come punta centrale». Circa 70 gol in carriera, ma uno in particolare è tra i suoi ricordi più belli: «Partita iniziale di questo campionato, in casa contro la corazzata L’Aquila che 5’ prima era passata in vantaggio con Acosta. Ricevo palla da un compagno, alzo lo sguardo e da quasi 50 metri lascio partire un destro che spedisce la sfera a insaccarsi sotto l’incrocio. Vi lascio immaginare la mia gioia». Dallo scorso anno, la famiglia Di Girolamo ha incrementato il proprio numero di presenze con l’arrivo di Antonio, il figlio 17enne di Mario, che fisicamente ricorda tanto lo zio Daniele e che ha già esordito in campionato, facendo emozionare suo padre: «Una sensazione fantastica; quel giorno ho capito che il tempo passa inesorabilmente».
Insomma, considerati i risultati conseguiti nel campionato in corso, è netta l’impressione che la saga dei Di Girolamo è ben lontana dal considerarsi conclusa.
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