Di Loreto alla Saca, il Pd s’infuria

Gli esponenti dei democratici locali e regionali: metodi discutibili e piccoli interessi per gestire nomine
SULMONA. Esprimono contrarietà e indignazione per il metodo messo in atto nella nomina di Luigi Di Loreto ad amministratore unico della Saca, società che gestisce la rete idrica del territorio. Accuse che arrivano dagli esponenti Pd. «Piccoli interessi sono stati messi davanti a quello collettivo indignando l’opinione pubblica e i cittadini. Noi», affermano Silvio Paolucci, capogruppo regionale, Michele Fina della direzione nazionale, Americo Di Benedetto consigliere regionale, Francesco Di Donato, Mario Ciampaglione e Giovanni Di Mascio, rispettivamente sindaci di Roccaraso, Cansano e Campo di Giove, «siamo dalla parte di quest’ultimi e condanniamo le scelte assunte e i metodi praticati». In particolare, Luigi Di Loreto, da sempre vicino all’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, tre anni fa era subentrato con la maggioranza dei voti a Domenico Petrella, che aveva lasciato dopo sei anni. «La votazione», continuano gli esponenti Pd, «ha suscitato contrarietà e indignazione sul territorio e non è la prima volta che vengono gestite nomine e incarichi con metodi discutibili nell’ambito di alleanze e accordi non condivisibili. La conferma alla guida della Saca del già amministratore Luigi Di Loreto, e l’ingresso di due consiglieri di amministrazione, espressione dei Comuni di Scanno e Rivisondoli, sono scelte assunte a maggioranza senza alcuna possibilità di confronto, mentre le richieste di otto sindaci non sono state prese in considerazione. Condanniamo questi metodi perché non restituiscono agli Enti sovracomunali la possibilità di una gestione trasparente».
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