Di Marco Testa al vertice del Gal, l’opposizione accusa
TAGLIACOZZO. È bufera sulla nomina del sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, alla guida del Gal (Gruppo di azione locale). Sulla questione intervengono i consiglieri Alfonso Gargano e...
TAGLIACOZZO. È bufera sulla nomina del sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa, alla guida del Gal (Gruppo di azione locale). Sulla questione intervengono i consiglieri Alfonso Gargano e Roberto Giovagnorio. «Siamo riusciti dopo diversi mesi a recuperare gli atti che il sindaco ci ha negato», affermano, «e ciò evidenzia la mancanza di trasparenza e il dramma politico-amministrativo che sta distruggendo Tagliacozzo». Tutto è cominciato a luglio quando nell'assemblea dei soci del Gal Terre aquilane il sindaco aveva partecipato come commissario liquidatore della Comunità montana marsicana, votando per il rinnovo delle cariche e addirittura nominando se stesso nuovo presidente. Era però stato però invitato dall'assessore regionale competente, Dino Pepe, ad astenersi dalla votazione come prevede la legge regionale. Il decreto di nomina, infatti, limita per legge le funzioni del commissario della comunità montana solo all'ordinaria amministrazione. Secondo il presidente Luciano D'Alfonso e il vice Giovanni Lolli, e secondo i direttori delle Riforme istituzionali, Filomena Ibello, e dei Servizi locali, Marina Marino, Di Marco Testa «non era legittimato a votare per il rinnovo del presidente del Gal», tanto meno a votare se stesso. Successivamente Di Marco Testa si è dimesso dalla Comunità montana, ma non dal Gal su cui è in corso una vertenza. (p.g.)

