Di Marco Testa in aula respinge le accuse

Appalti al Comune di Tagliacozzo, due ex assessori ascoltati in qualità di testimoni della difesa
TAGLIACOZZO. Ha parlato davanti al pubblico ministero Andrea Padalino e al collegio del tribunale di Avezzano, presieduto dal giudice Camilla Cognetti, respingendo tutte le accuse. Nell’udienza che si è tenuta ieri, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti al Comune di Tagliacozzo, alla sbarra è comparso l’allora primo cittadino, Maurizio Di Marco Testa, che ha risposto alle domande del procuratore Padalino respingendo tutte le accuse. L’ex sindaco deve rispondere dei reati di concussione e turbativa. Secondo il difensore del sindaco, l’avvocato Roberto Verdecchia, «le verità dell’allora assessore Alfonso Gargano iniziano a traballare. I testimoni della difesa», sostiene il legale, «hanno affermato con chiarezza quali furono le reali motivazioni della sfiducia all’assessore Gargano del 10 novembre 2011, ovvero non motivi personali tra il sindaco e il suo assessore, ma palesi contrasti politici riconosciuti all’unanimità da parte dell’intera maggioranza». Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati, in qualità di testimoni, gli allora assessori comunali Gabriele Venturini ed Ezio Rubeo. L’indagine della Procura aveva portato a marzo del 2016 all’esecuzione di ordinanze cautelari nei confronti di quattro persone, tra cui l’allora sindaco Maurizio Di Marco Testa, e a 12 persone indagate. Successivamente tali ordinanze erano state annullate dal tribunale del Riesame dell’Aquila per un difetto di motivazione. Tra proscioglimenti e assoluzioni sono rimasti 9 imputati. Sotto processo ci sono infatti, oltre al sindaco, anche altre 8 persone tra amministratori, tecnici e imprenditori. La prossima udienza è stata fissata per il 13 maggio prossimo quando saranno ascoltati altri testimoni delle difese. (p.g.)
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