Di Masci dà la scadenza all’alleata Casini

L’ex sindaco consuma lo strappo col Pd, fonda un nuovo progetto politico e fissa alla primavera 2020 la caduta del Comune
SULMONA. Darà l’addio al Partito democratico, di cui è stato tra i soci fondatori, subito dopo le Europee di domenica per costruire un nuovo progetto politico-amministrativo. L’annuncio a sorpresa dell’ex sindaco di Sulmona Bruno Di Masci è arrivato ieri pomeriggio, nel corso dell’assemblea convocata nella sala della Comunità montana peligna dove ha chiamato a raccolta il nutrito gruppo di fedelissimi per ripercorrere passo passo le ultime vicende politico-amministrative cittadine: dal patto con il sindaco Casini che ha dato vita a una giunta tecnica, fino al nuovo clamoroso commissariamento del circolo cittadino del Pd. Un fiume in piena Di Masci che ha parlato per un’ora intera fissando alla prossima primavera la scadenza dell’esperienza amministrativa in corso con il sindaco Casini.
«Ma l’amministrazione comunale prima di concludere il suo mandato dovrà realizzare due obiettivi prioritari che nasceranno già nei prossimi giorni e che la città attende da tanti anni: la riorganizzazione della macchina amministrativa del Comune e la messa in sicurezza delle scuole cittadine», annuncia Di Masci. «La prima cosa che ci sta a cuore è spendere i 44 milioni di euro fermi da 10 anni per le scuole». Per Di Masci il centro storico della città e piazza XX Settembre torneranno a vivere solo con la riapertura del liceo classico e della biblioteca comunale, «che per colpevoli ritardi dovuti a incomprensibili ostacoli burocratici non vedono ancora l’avvio dei lavori. Stesso impegno richiedono la scuola elementare Masciangioli e le medie Capograssi e Serafini».
Mentre sulla sfida in casa Pd con il gruppo di Mimmo Di Benedetto e Francesco Perrotta, che tenta una difficile arrampicata al vertice del circolo sulmonese, Di Masci si è detto del tutto tranquillo.
«A me quello che fanno loro interessa poco, la vera sfida è quella di dare risposte concrete alla città. Non mi interessa un partito che non è più il Partito democratico ma un Pds allargato. Quello che mi interessa è combattere il centrodestra e il mondo grillino che a Sulmona hanno avuto un risultato importante nelle ultime elezioni regionali con il Partito democratico fermo a poco più di 700 voti. Subito dopo le europee darò le dimissioni dal partito convocando un’assemblea nel circolo per vedere se questa mia impostazione sarà gradita e condivisa dagli iscritti». Nel suo intervento Di Masci è stato ancora una volta tagliente e duro con il segretario provinciale Francesco Piacente, nominato da qualche settimana commissario del circolo cittadino Dem e che Di Masci segnalerà alla commissione di garanzia regionale del partito per aver violato il codice etico essendo stato rinviato a giudizio per una vicenda nel Comune di Capistrello.
«Mi ha detto che non posso parlare in nome e per conto del Pd. Ma non accetto diktat soprattutto da chi farebbe bene ad autosospendersi in quanto un giudice terzo lo attende a gennaio in tribunale insieme ad altri amministratori di Capistrello», incalza l’ex sindaco che ricorda come «per un semplice avviso di garanzia il segretario Zingaretti ha mandato a casa il presidente della Regione Umbria, mentre Piacente nonostante il rinvio a giudizio resta tranquillamente al suo posto». Infine, Di Masci ha annunciato di combattere anche questa campagna elettorale per il Partito democratico sostenendo i candidati al Parlamento europeo, Pina Picierno e Giosy Ferrandino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

