Di Masci mette sotto tutela l’assessore Tirimacco

Sindaco Casini costretta, per evitare la crisi, ad accettare il diktat del suo alleato Intanto continua la guerra in casa Pd: esposto in Procura del figlio dell’ex sindaco
SULMONA. Finisce sotto tutela l’assessore comunale ai lavori pubblici Mauro Tirimacco che d’ora in avanti sarà “supervisionato” dal sindaco Annamaria Casini e dal consigliere comunale Bruno Di Masci.
Una soluzione che arriva al termine di un periodo delicato per la vita dell’amministrazione comunale, soprattutto a causa di quei lavori pubblici, che secondo l’ex sindaco Di Masci «stentano a partire». Si va dalla manutenzione delle strade e del verde urbano in abbandono in molte zone della città, fino ai lavori riguardanti l’edilizia scolastica, in particolare la scuola elementare Masciangioli, e la sede storica di piazza XX Settembre del Liceo Classico.
Così come, sempre secondo Di Masci, occorre recuperare l’occasione, solo per il momento sfumata, della ristrutturazione della Villa comunale.
Ma in ballo c’è anche un rimpasto delle deleghe. E infatti al vicesindaco Luigi Biagi, finito anche lui da tempo nel mirino di Di Masci, verrebbe tolta la delega all’Urbanistica, che nell’intenzione dell’ex sindaco, dovrebbe essere accorpata con quella dei lavori pubblici.
Tuttavia la tensione all’interno della maggioranza resta alta in quanto i dimasciani non fanno mistero che il loro appoggio al sindaco Casini resta “tecnico” e non politico. Ciò significa che una volta raggiunti gli obiettivi prioritari, l’attuale giunta potrebbe anche concludere anzitempo il suo mandato.
Nel frattempo si fa sempre più teso il rapporto tra Bruno Di Masci e il nuovo gruppo dirigente del Partito democratico. A innescare ulteriori tensioni arriva la querela del figlio di Di Masci, ex capogruppo consiliare del Pd nell’era Ranalli, che si è rivolto alla Procura ritenendosi diffamato da un comunicato che l’attuale gruppo dirigente dei Democratici avrebbe diffuso chiamando in causa sia l’ex sindaco Bruno Di Masci che il figlio Alessio riguardo all’affidamento di un lavoro dell’importo di 45mila euro per la gestione dei tributi del Comune.
Secondo il Partito democratico sulmonese il Comune avrebbe affidato questo compito a una società di cui sarebbe stato amministratore unico Alessio Di Masci.
Nell’esposto viene invece sostenuto che Di Masci figlio non aveva nessun ruolo nella società Connettitalia, titolare dell’affidamento, né al momento della presentazione dell’offerta, né al momento dell’accettazione della proposta, con la relativa stipula del contratto.
«Sono accuse pretestuose e prive di fondamento», afferma l’ex sindaco Di Masci, «sintomo di un clima politico inaccettabile provocato da “sedicenti innovatori” del circolo sulmonese del Partito democratico. Questa non è politica ma è solo un’azione di persecuzione personale che non porterà lontano chi sta lavorando per questo nuovo corso».
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