Di Micco: «Città più bella, è la mia sfida»

Intervista al presidente della consulta: aiuterà gli amministratori comunali a raccogliere idee e proposte delle associazioni
AVEZZANO. Urban center verso la costituzione: il neo presidente Rocco Di Micco, piccolo imprenditore edile, già assessore, consigliere comunale e presidente del Gal Terre Aquilane, dà il via alle operazioni mirate a «dare gambe» alla consulta delle consulte, finita di recente al centro della polemica politica (anche per la sostituzione in corsa del presidente designato in origine, il medico Domenico Barbati).
Di Micco, partiamo dalla fine. Qual è l’obiettivo primario dell’Urban center?
«Fare da cinghia di trasmissione tra l’amministrazione comunale e la cittadinanza attiva, per elaborare insieme il vestito da dare alla nostra città nei prossimi anni. L’Urban center dovrà fungere da laboratorio di idee per aiutare la politica a realizzare la città bella e condivisa».
Con quale punto di partenza?
«Occorre avere un quadro della realtà associativa. Per questo motivo stiamo esaminando il vecchio albo che contava circa 130 associazioni, per attualizzarlo. Appena lo avremo aggiornato, entro inizio settembre, avvieremo la fase di raccolta adesioni, aperta anche agli ordini professionali. Una volta messo a punto il quadro, convocheremo l’assemblea. Spero di partire entro ottobre».
E che cosa accadrà?
«Per l’Urban center scatterà la fase costitutiva sia per quanto riguarda lo statuto che per l’elezione di 5 rappresentanti delle associazioni, in aggiunta ai tre di diritto: il sottoscritto, il sindaco e l’assessore al Sociale».
Una volta designato il quadro dei dirigenti?
«Costituiremo dei gruppi di lavoro col compito di avviare un percorso di analisi sui vari temi di interesse generale. L’Urban center si occuperà in maniera trasversale di temi economici, ambientali, culturali, urbanistici, sociali, sportivi, con un fine molto preciso: fare da raccordo tra amministrati e amministratori».
Sul fronte della sede, finita nel mirino della minoranza, dove troverà casa l’Urban center?
«La consulta delle consulte avrà una doppia casa: la sala riunioni dell’ex Montessori per le assemblee, mentre la sede dell’ufficio della presidenza sarà in municipio. Qui, per assolvere al compito fiduciario che mi ha assegnato il sindaco Gabriele De Angelis, sarò coadiuvato da un segretario, alle dipendenze del Comune, quindi senza costi aggiuntivi».
A proposito di costi. Quale sarà il suo compenso per la presidenza?
«Nulla, non c’è compenso. Basta leggere le carte istitutive dell’Urban center».
Ma ci sono i rimborsi...
«Se uno si sposta per svolgere il compito che gli è stato assegnato, e questo comporta un costo, non credo sia giusto farlo a spese proprie».
Contro la nomina le minoranze hanno sparato a zero per il recente passato in veste politica, consigliere e assessore, seppur per un mese, con la casacca Udc. Quanto influirà il suo essere un uomo di partito nelle scelte all’Urban center?
«La consulta è apolitica: all’interno si parlerà delle questioni reali, dei problemi della città e delle strategia per migliorare».
Sull’opportunità della nomina di un uomo di partito?
«Non ho raccolto le provocazioni, né intendo farlo ora, posso solo rimarcare che il presidente dell’Urban center di Torino è il vicesindaco grillino, mentre all’Aquila la missione è stata affidata a una candidata di una lista civica tendente verso sinistra. Vorrei essere giudicato sui fatti, insieme a tutti coloro che parteciperanno alla sfida per migliorare la città».
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