«Di Micco non è una scelta super partes»

Il Pd e la coalizione Di Pangrazio contestano la scelta del sindaco del presidente dell’Urban center
AVEZZANO. All’Urban center un «presidente non super partes» per il Pd e la coalizione Di Pangrazio. La scelta del sindaco, Gabriele De Angelis, caduta su Rocco Di Micco, scatena l’ira dei consiglieri di minoranza. «L’Urban center, posizionato nella ex scuola Montessori che però ha i locali già occupati», attaccano i consiglieri, «è stato istituito, ma non costituito e non ci risulta siano state convocate o invitate le associazioni. Il presidente dev’essere super partes. Rocco Di Micco è stato candidato nell’Udc con la nostra coalizione, ma poi è diventato consigliere dell’Udc e assessore comunale di De Angelis, che lo ha sacrificato, insieme alla collega Felicia Mazzocchi, per fare spazio a Renata Silvagni e Pierluigi Di Stefano, altrimenti sarebbe caduto». Quindi, per i consiglieri, il neopresidente, che dovrebbe coordinare le associazioni, è tutt’altro che neutro: «Diciamo al sindaco e a Di Micco, che super partes non significa “stare con tutte le parti” ma “al di sopra delle parti”, e quindi non ci sembra una scelta coerente con l’istituzione». Altra nota dolente, secondo i consiglieri di minoranza, è la questione economica, già salita agli onori della cronaca. «L’incarico», aggiungono, «sarebbe a titolo gratuito, ma poi salta fuori un rimborso spese del tutto ingiustificato. Se è titolo a gratuito non ci dev’essere alcun tipo di remunerazione a carico della collettività. Altrimenti lo si dica chiaro: non appena l’Urban center sarà costituito, provvederà a disporre un emolumento per il presidente che andrà a carico della collettività. Cos’altro dobbiamo attenderci, quale altra “norma creativa” ci sarà propinata, quando saranno elaborati i regolamenti attuativi dell’Urban center?».
Per Di Micco, quindi, il ritorno in campo avviene sotto il fuoco di sbarramento dei suoi ex compagni di viaggio. (m.s.)
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