Di Pangrazio: «Atto scandaloso e illegale»

In Comune per riprendere documenti e libri: non voglio credere che sia opera del mio ex assessore
AVEZZANO. Gianni Di Pangrazio non si rassegna a quanto accaduto e parla di «palese violazione della legge». Sottolinea di volere andare fino in fondo alla vicenda. «Sono stato chiamato dai dipendenti del Comune e dello staff perché avevano cambiato le serrature delle porte, compresa quella del sindaco», tuona il primo cittadino uscente, «è una cosa scandalosa e vergognosa, che non ha precedenti. Un provvedimento illegale perché a tutti gli effetti resto il sindaco della città fino a quando non ci sarà la proclamazione degli eletti. Avevo delle carte ferme che ancora devo controllare. Ripeto, sono ancora il sindaco in carica, se succede una cosa oggi devo firmare io».
Poi una precisazione: «Non voglio credere che quanto accaduto sia stata opera del sindaco eletto, e ancora non effettivo, perché mi sembra sconvolgente e fuori da ogni regola civile. Se fosse una cosa del genere sarebbe di una illegalità pazzesca. Attendo dei chiarimenti».
Oltre alle serrature sostituite, sono state anche cambiate le password dei computer.
«Una cosa che mi ha particolarmente ferito», aggiunge Di Pangrazio, «è che ho trovato i dipendenti fuori dalle stanze che piangevano. Non potevano entrare nei loro uffici in cui erano stati per cinque anni, in cui avevano lavorato per tanto tempo. È un gesto illegale e di cattivissimo gusto. Spero che questa indicazione non sia partita dal candidato eletto, mio ex assessore. È un fatto troppo grave come inizio per una nuova amministrazione. Quando sono stato eletto cinque anni fa, mi sono presentato in municipio dopo quattro giorni. Ho atteso l’allora sindaco Floris per il passaggio di consegne. Già c’è stata una campagna elettorale al vetriolo, ora penso che bisogna stemperare gli animi qui ad Avezzano. Probabilmente qualche collaboratore lo ha messo sulla cattiva strada. È una cosa brutta». (p.g.)
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