Di Pangrazio chiede più potere ai sindaci

3 Marzo 2017

Il sindaco al convegno di Firenze: «Riformare la macchina amministrativa e abrogare la Legge Delrio»

AVEZZANO. Il sindaco di Avezzano e vice presidente regionale dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), Gianni Di Pangrazio, è intervenuto a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi, durante il convegno “Quale futuro per le città metropolitane”, alla presenza del primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, al capo dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della presidenza del Consiglio dei ministri, Antonio Naddeo, e con direttori e segretari generali delle aree e città metropolitane italiane. Un confronto tra Istituzioni a più livelli, ispirato dal modello vincente della città francese di Lione che, nell’arco di 20 anni, è riuscita a modificare radicalmente la propria immagine, passando dall’essere un polo manifatturiero poco conosciuto a grande metropoli europea, investendo su una pluralità di vocazioni, senza puntare su un modello monosettoriale, ma valorizzando diverse eccellenze e peculiarità. È quanto spiegato dallo studio illustrato durante il convegno.

«Serve un “tagliando”, anzi una decisiva revisione della macchina delle riforme istituzionali e delle loro funzionalità», ha spiegato Di Pangrazio a Firenze, «che hanno ampliamente dimostrato il loro fallimento, in più di un’occasione, evidenziando quanto la loro applicazione sia lontana dalla realtà e dagli effettivi bisogni dei cittadini, tanto da non riuscire a trasformarsi in servizi efficienti e tutto ciò con risparmio zero per la comunità. L’esempio più calzante è la riforma della Province, voluta dalla Legge Delrio, che visti i suoi effetti, dovrebbe essere immediatamente abrogata. Assistiamo alla creazione di leggi caotiche, che creano solo obbligazioni e complicano la vita alla pubblica amministrazione. Nella ricetta migliore per la pubblica amministrazione c’è di sicuro l’approvazione di una legge chiara sulle aree metropolitane che eviti il ricorrere a ulteriori organi per essere interpretata, la risoluzione del conflitto di competenze tra Enti e il ridisegno delle funzioni del sindaco che non può essere lasciato come un piattello in un poligono di tiro a segno, senza nessun potere gestionale. È evidente che il tagliando, a questo punto, dovrebbe essere fatto anche alla Legge Bassanini. Il caso di Lione, poi, ci dimostra che, avendo un sistema normativo chiaro, l’area metropolitana o l’area vasta, se ben organizzata in un contesto di sinergia tra Comuni, ognuno per le proprie peculiarità, può potenziare il tessuto sociale e offrire una nuova identità al territorio. Sono estremamente convinto», conclude Di Pangrazio, «che nell’area vasta si possa delineare un futuro migliore per i comprensori, come quello della Marsica, e che nel sodalizio tra organi istituzionali e attori del settore privato si possa lavorare insieme per diventare un territorio competitivo, volto allo sviluppo delle proprie eccellenze».

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