Di Pangrazio jr ascoltato dal gip

1 Marzo 2016

Sentito anche Ferro che rimase ferito. Arriverà a giorni la decisione

AVEZZANO. È stato ascoltato ieri mattina, dal gip del tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, Giulio Di Pangrazio, figlio del sindaco di Avezzano, Gianni, in merito all’incidente stradale che ha coinvolto Luciano Ferro, chef executive della Veratour, 37enne avezzanese. Oltre a Di Pangrazio ha rilasciato le proprie dichiarazioni anche Ferro. La seduta in camera di consiglio era stata decisa dal gip Proietti che aveva respinto la richiesta di archiviazione del procedimento a carico di Di Pangrazio, come richiesto dal pm Roberto Savelli. La Proietti non aveva accolto la richiesta in quanto non teneva «debitamente conto della nuova sensibilità sociale sul tema del soccorso in presenza di sinistri stradali». Non è stato ascoltato, invece, Manuel Fusarelli, 26enne di Avezzano, che quella sera era nella Land Rover Evoque insieme al figlio del sindaco. I due sono stati indagati per l’incidente che ci fu la notte tra sabato 21 e domenica 22 settembre dello scorso anno, in cui rimase ferito gravemente Ferro.

Secondo i carabinieri, Di Pangrazio quella notte non adempì all’obbligo di fermarsi e prestare assistenza dopo un incidente stradale e fu denunciato per il dettato dei commi 1 e 7 dell’articolo 189 del codice della strada. All’arrivo dei soccorsi, allertati da diverse persone presenti al momento dell’incidente, Di Pangrazio non c’era, tanto che i carabinieri non avevano potuto procedere ai rilievi sulla sua auto. Di Pangrazio, difeso dai legali Antonio Milo e Mario Limoni, ha confermato che si fermò per prestare assistenza e scelse di allontanarsi perché aggredito dai presenti. Ha anche chiesto “scusa”. Ferro, assistito dal legale Antonio Pascale, ha contraddetto la versione del 29enne, sostenendo che Di Pangrazio non era tra le persone che quella notte lo soccorsero. ©RIPRODUZIONE RISERVATA