Di Pangrazio: «Non abbandonerò, questa città può contare su di me»

Lo sfogo dopo la conferma della legge Severino: «Sto sopportando batoste che minano la mia salute L’amministrazione continua grazie all’ammirevole vicesindaco e a 23 valorosi consiglieri e assessori»
AVEZZANO. «Sono stato democraticamente eletto dal popolo, la città è al mio fianco e mi vuole bene. Su di me Avezzano può contare. Mai pensato alle dimissioni. L’amministrazione continua grazie a un ammirevole vicesindaco, a 17 valorosi consiglieri e a sei instancabili assessori. Questo messaggio sia ben chiaro».
Gianni Di Pangrazio, sindaco sospeso, rompe il silenzio che si era imposto dal luglio scorso, all’indomani della sentenza di primo grado che ha portato a una condanna a un anno e quattro mesi per la vicenda legata a presunti abusi nell’utilizzo delle auto blu quando era dirigente della Provincia dell’Aquila. Sentenza che ha portato, a stretto giro, all’applicazione della legge Severino e quindi alla sospensione dalla carica di sindaco. Dall’estate i poteri sono nelle mani del vicesindaco Domenico Di Berardino, suo fedelissimo. Martedì è arrivata anche la sentenza del tribunale civile dell’Aquila. I giudici hanno respinto la richiesta di sospensione degli effetti della Severino avanzata dai legali di Gianni Di Pangrazio, gli avvocati Claudio Verini, Stefano Recchioni e Antonio Milo. Secondo il tribunale «la questione di legittimità costituzionale risulta manifestamente infondata».
Gli effetti della Severino resteranno in vigore fino al gennaio 2023 (18 i mesi di sospensione previsti, quattro già applicati). Salvo una diversa sentenza in Corte d’appello sui cui tempi, però, non vi sono certezze. Il peculato d’uso contestato a Di Pangrazio dovrebbe andare in prescrizione l’anno prossimo, ma l’eventuale assoluzione per avvenuta prescrizione dovrà essere sempre stabilita da un giudice.
«Sono deluso da questa nuova decisione arrivata dal tribunale civile, ma ne prendo atto», afferma Di Pangrazio, rieletto sindaco di Avezzano nell’ottobre 2020, dopo un primo mandato dal 2012 al 2017.
«È una situazione unica nel suo genere quella che sto vivendo», riprende l’ex dirigente della Provincia, «visto che in casi analoghi al mio, in altri Comuni italiani, è stata accolta la richiesta di sospensione degli effetti della Severino. Io perseguitato? Dico solo che sto sopportando batoste che stanno minando la mia salute. Ma vado avanti, per la gente di Avezzano che mi vuole bene e che mi ha eletto. Continuerò a raccogliere, in veste di referente politico della mia maggioranza, le esigenze della città, trasferendole successivamente ai valorosi amministratori che continuano a sostenermi. Il loro comportamento è ammirevole. Quindi non sono preoccupato, perché la governabilità c’è e la città continua ad avere, a livello istituzionale, la giusta importanza. Qualsiasi azione diversa, da parte mia, rappresenterebbe un tradimento nei confronti dei cittadini. Nella mia veste di referente politico, lavorerò anche più di prima, per tutte le cose importanti che aspettano Avezzano, così come stanno lavorando ancora di più, in seguito alla mia assenza, tutti gli amministratori. L’indirizzo politico, espresso nel mandato di governo, resta immutato. Continuerò a mettere a disposizione dell’amministrazione la mia esperienza quarantennale nella pubblica amministrazione. Di Berardino e i consiglieri sanno che ci sono per qualsiasi consiglio tecnico. Continuiamo a lavorare al progetto dell’Unione dell’area vasta marsicana e proprio di recente l’avvocato Cristian Carpineta, che ringrazio per l’ottimo lavoro, ha messo a punto lo statuto. Per quanto riguarda la città», conclude il sindaco sospeso, «l’amministrazione prosegue nel cammino intrapreso nell’autunno di un anno fa, con l’obiettivo di rendere la città più bella, punto di riferimento della Marsica. Dal Parco ex Arssa alle opere stradali, fino al recupero della Collegiata San Bartolomeo, sono molteplici i progetti in cantiere».
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