Di Pangrazio: «Rimediare a una riforma fatta male»

13 Novembre 2016

Nuovo appello ai parlamentari della provincia per scongiurare la soppressione: «Lo spostamento di migliaia di persone nel capoluogo causerà danni economici»

AVEZZANO. Il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, non vuole nemmeno sentire parlare della parola «chiusura» per quanto riguarda gli uffici giudiziari.

Pensa che si riuscirà a evitare la soppressione?

«Sono un combattente marsicano e non consentiremo alcuna chiusura, faremo di tutto e di più per evitarla. Sa che cosa vuole dire chiudere il tribunale? Per Avezzano ci sarebbe un autentico disastro economico-sociale. Non possiamo permetterlo».

Quali potrebbero essere i danni?

«Il tribunale di Avezzano è al servizio di tutto il comprensorio marsicano: parliamo di un distretto di 140mila abitanti. Il nostro tribunale è il terzo d’Abruzzo per produttività, perché produce anche più di quello dell’Aquila. Credo che siano motivazioni sufficienti a evitare questo scippo».

Il governo ha voluto la riorganizzazione della geografia giudiziaria nell’ottica del risparmio: meno tribunali, meno spese.

«Non esiste risparmio e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Già lo si è visto con gli altri palazzi di giustizia che hanno chiuso in Italia. I dati sono tutti negativi. La verità è che la riforma del governo è stata fatta in fretta e male».

C’è tempo per rimediare?

«Sì e stiamo dialogando in tal senso. In questo momento il governo deve ascoltarci, perché se si è sbagliato in passato non necessariamente si deve continuare a farlo in futuro».

A quanto pare neanche all’Aquila sono così contenti dell’arrivo delle cause di Avezzano e Sulmona.

«Questo non lo so. So che andare all’Aquila comporterebbe spese e disagi quotidiani per migliaia di cittadini della Marsica, oltre che per i dipendenti del tribunale e per gli avvocati. Immaginate un cittadino di Balsorano o di Villavallelonga costretto a spostarsi all’Aquila. Con quali spese e a quali sacrifici? Tutto ciò va evitato. Per tale ragione chiedo la massima coesione da parte di tutti i sindaci della Marsica. Per quanto riguarda L’Aquila, non escludo problemi neanche per il capoluogo».

Si spieghi meglio.

«All’Aquila, città ancora alle prese con la ricostruzione post-terremoto, ci sarebbero innumerevoli problemi. Pensiamo per esempio alla viabilità o ai parcheggi. Con una sola strada d’accesso, sai che file si verrebbero a creare ogni volta. Abbiamo fatto anche uno studio approssimativo: lo spostamento di centinaia di persone ogni giorno causerebbe difficoltà persino all’ingresso dei caselli autostradali. Lo spostamento dei tribunali di Avezzano e Sulmona andrebbe a penalizzare L’Aquila, senza alcun dubbio».

Come valuta la possibilità di un’ulteriore proroga?

«Positivamente, in attesa di una soluzione definitiva per salvare il nostro tribunale. Dobbiamo lavorare insieme, anche nell’interesse degli aquilani, con i parlamentari Filippo Piccone e Stefania Pezzopane, ai quali rinnovo il mio appello. Penso che loro, in qualità di rappresentanti del Parlamento, debbano fare il possibile per appoggiare questa nostra richiesta».

E che cosa si sente di dire ai dipendenti, agli avvocati e ai commercianti?

«Di stare tranquilli. Al presidente dell’Ordine degli avvocati, Franco Colucci, dico che saremo al loro fianco. Ai dipendenti e ai negozianti dico che il tribunale resterà ad Avezzano. Per quanto riguarda il commercio, proprio non possiamo permetterci di perdere un altro pezzo di economia. Ma tutti sanno che da quando sono sindaco abbiamo bloccato una deriva verso L’Aquila, per esempio con i vigili del fuoco, l’ospedale o l’Agenzia delle entrate. Permettetemi un’ultima riflessione».

Prego.

«Nel disegno della riorganizzazione regionale è contemplata l’Area vasta Marsica, con una città territorio che è Avezzano. Città territorio che non può non avere un tribunale. Nelle città territorio devono esserci dei servizi adeguati». ©RIPRODUZIONE RISERVATA