Di Pangrazio: «Sarò sindaco competente e libero nelle scelte»

3 Ottobre 2020

Il candidato alla guida di 8 liste: «Votare il mio avversario significa far diventare Avezzano succursale dell’Aquila»

AVEZZANO. Gianni Di Pangrazio, 65 anni, dirigente della Provincia dell’Aquila e docente universitario a progetto, è già stato sindaco dal 2012 al 2017, prima di approdare all’opposizione dell’amministrazione De Angelis. Forte del sostegno di otto liste civiche, al primo turno ha ottenuto 8.043 preferenze, pari al 32,56%.
Il 45% dei cittadini ha votato i quattro avversari esclusi dal ballottaggio. Perché dovrebbero convergere verso la sua coalizione?
«Se hai un’operazione delicata da affrontare non ti auguri che la esegua un ragazzo che deve svolgere ancora il test d’ingresso di Medicina. Vuoi una figura con esperienza alle spalle e la giusta competenza. Stessa cosa per l’amministrazione. Fare il sindaco è il ruolo più complesso tra quelli amministrativi. Devi saperne almeno quanto i dirigenti. I colleghi devono riconoscerti autorevolezza. Poi devi essere, con la tua coalizione, credibile e libero nelle scelte. Non condizionato, né condizionabile. Dobbiamo consentire a questa città di recuperare un ruolo guida di un territorio che merita l’opportunità di riscattarsi. Votare l’avversario significa consegnare la città alla Lega aquilana, che vorrebbe Avezzano succursale del capoluogo, con un candidato chiaramente inadeguato a svolgere il ruolo di sindaco, sempre costretto a chiedere e rendicontare il suo operato ai vertici di partito».
In consiglio ci saranno più anime in minoranza. Pensa sia un bene per la città?
«Le minoranze rappresentano una parte importante della città, sono pronto ad ascoltarle e, se del caso, a far mie alcune loro proposte. A loro sarà assegnata la commissione di vigilanza e potranno svolgere ogni attività di stimolo all’amministrazione».
La campagna elettorale degli ultimi giorni ha esasperato i toni. Vista la situazione di sostanziale criticità quale sarà l’approccio con chi non l’ha votata?
«Noi abbiamo sempre parlato ai cittadini di programmi e mai esasperato i toni, semmai altri hanno utilizzato questo sistema. Negli ultimi giorni abbiamo assistito alla campagna degli slogan. C’è chi parla e promette e chi invece realizza. Noi siamo per la concretezza: ricordo che il sottoscritto, nel 2012, azzerò la propria indennità per destinarla al sostegno delle famiglie e delle imprese. Amministrare è complesso, ascolteremo tutti, buone idee possono uscire anche dalla minoranza se la rispetti. L’esperienza mi ha insegnato che è meglio aprirsi al contributo di tutti. Sarò il sindaco anche di chi non mi ha votato».
Le associazioni di categoria hanno detto a chiare note di voler compartecipare alle scelte per il futuro della città. Come pensa di declinare, e in che tempi e forma, il patto di collaborazione?
«Lavoreremo insieme a loro per operare al meglio. Alcune proposte, come l’istituzione dello sportello per il disbrigo delle pratiche sull’ecobonus e il sismabonus, vanno in questa direzione. Gli assessori dovranno dimostrare di avere la fiducia degli operatori di ogni settore economico e sociale ragionando con loro. La qualità della squadra ci aiuterà in questo.
Un suo ultimo appello al voto utile.
«Non sempre cambiare vuol dire migliorare, anzi. Con me sindaco di questo Comune si assicura una città autonoma, con una guida di esperienza, concretezza e competenza, senza dipendere da altri territori, libera di scegliere il proprio futuro. Faccio l’appello a guardare i nomi di chi entra in consiglio con me, orgoglioso della squadra che abbiamo organizzato. La nostra è una politica diversa, basata su idee e prospettive per una città nuova e dinamica, moderna e funzionale. Questa è la città che vogliamo, facciamolo insieme». (r.rs.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.