Di Pangrazio torna in pista L’ex sindaco si ricandida

Il dirigente della Provincia rompe gli indugi dopo due anni d’opposizione a De Angelis: «Basta tifoserie, prevalga il bene della città: non penso a ruoli predeterminati»
AVEZZANO. A volte ritornano. L’ex sindaco Gianni Di Pangrazio è pronto a tornare in pista per la sfida elettorale alle Comunali di primavera. L’obiettivo principale, ovviamente, è la riconquista della fascia tricolore indossata per cinque anni (dal 2012 al 2017), persa al ballottaggio al secondo giro, quando fu sconfitto dal suo ex assessore, Gabriele De Angelis, rimasto in sella per due anni.
«Ma non voglio fare il sindaco a tutti i costi», chiarisce subito il dirigente della Provincia dell’Aquila, «alle Comunali sarò sicuramente in campo, mettendo a disposizione le mie competenze, capacità e lealtà, senza alcun ruolo predeterminato, per cooperare insieme a donne e uomini che vorranno mettere le loro intelligenze, l’amore per la nostra Avezzano e l’impegno al servizio della cosa pubblica».
Di Pangrazio immagina la nascita di una «rete civica di governo», all’insegna dell’inclusione, priva di steccati politici, ma «senza ingerenze dei partiti: il loro ruolo», aggiunge, «è fondamentale a livello nazionale, però quando si scende nei territori, i cittadini eleggono il sindaco, che non può rappresentare solo la sommatoria dei desiderata dei padrini politici, spesso avulsi dal contesto sociale, ma avere una grande conoscenza dei problemi, di capacità di ascolto e di assumere le decisioni migliori per la collettività». L’ex primo cittadino, quindi, che fa anche un mea culpa su «qualche errore del passato», rivendica «l’autodeterminazione« sulle scelte per l’amministrazione cittadina. «Qui, per ridare il giusto peso politico alla città», prosegue, «occorre un nuovo inizio che metta al centro il rilancio di Avezzano città territorio, in grado di recuperare gli spazi perduti e di interagire con le istituzioni della Marsica, per tornare a ragionare insieme sulla difesa dei presidi fondamentali e per un disegno di sviluppo comune. Insomma», sottolinea Di Pangrazio, «bisogna creare un noi che esprima il segno dell’autonomia della città e del territorio del popolo marso, per non diventare prede di altre città».
Nuovo corso che, per l’ex sindaco, che negli ultimi due anni ha capitanato l’opposizione all’amministrazione De Angelis, finita anzitempo, passa «attraverso il superamento delle contrapposizioni frontali, che non portano da nessuna parte. Le tifoserie», conclude Di Pangrazio, «non giovano a nessuno, o meglio, nuocciono alla città: i cittadini aspettano e hanno il diritto di fare valutazioni su idee e proposte di governo concrete per il futuro della città, declinate da persone credibili, competenti e autorevoli, altrimenti non c’è futuro, né speranze, innanzitutto per i nostri ragazzi, che hanno il diritto di avere una chance di realizzare i loro sogni nella propria terra».
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