Di Paolo: intervenga il Governo

«Senza accorgimenti si rischia di ampliare il numero delle imprese»
Francesco Di Paolo, coordinatore dei sindaci del cratere, ha guidato la delegazione di amministratori locali, che dovranno fare i conti e gestire l'aspetto burocratico della restituzione delle tasse, nei territori di competenza.
Quali sono le incombenze che vi attendono?
«Tutta questa vicenda pone un problema serio per il territorio e per le imprese che hanno beneficiato delle agevolazioni e potrebbero vedere tutto questo vanificato dagli ultimi provvedimenti».
La preoccupazione dei sindaci si tradurrà in azioni concrete?
«È ovvio che il richiamo dell'Ue e la richiesta di restituzione del 40% delle tasse non versate dopo il sisma del 2009 potrebbe portare pesanti ripercussioni all'economia locale. La fascia delle imprese potrebbe allargarsi».
L'Europa potrebbe chiedere il conto anche ai cittadini che hanno usufruito delle agevolazioni sui tributi locali?
«Spero di no, che non ci siano ulteriori sorprese negative anche perché questa situazione riguarda le aziende del territorio. Ma è certo che siamo in una situazione pesante per tutto il cratere. Chiedere la restituzione dei tributi sospesi significa minare l'economia di un territorio che, com'è noto, non gode di buona salute e che è stato pesantemente segnato dal terremoto del 2009».
Avete già in mente delle misure da adottare per contrastare l'azione dell'Unione Europea?
«L'azione sinergica, sul piano politico, sarà fondamentale: contiamo sull'intervento del Governo per fare leva sulla Comunità Europea. Studieremo anche tutti i passaggi tecnici necessari per sostenere le imprese che saranno chiamate a restituire parte dei benefìci ottenuti e che dovranno effettuare i calcoli degli importi». (m.p.)
Quali sono le incombenze che vi attendono?
«Tutta questa vicenda pone un problema serio per il territorio e per le imprese che hanno beneficiato delle agevolazioni e potrebbero vedere tutto questo vanificato dagli ultimi provvedimenti».
La preoccupazione dei sindaci si tradurrà in azioni concrete?
«È ovvio che il richiamo dell'Ue e la richiesta di restituzione del 40% delle tasse non versate dopo il sisma del 2009 potrebbe portare pesanti ripercussioni all'economia locale. La fascia delle imprese potrebbe allargarsi».
L'Europa potrebbe chiedere il conto anche ai cittadini che hanno usufruito delle agevolazioni sui tributi locali?
«Spero di no, che non ci siano ulteriori sorprese negative anche perché questa situazione riguarda le aziende del territorio. Ma è certo che siamo in una situazione pesante per tutto il cratere. Chiedere la restituzione dei tributi sospesi significa minare l'economia di un territorio che, com'è noto, non gode di buona salute e che è stato pesantemente segnato dal terremoto del 2009».
Avete già in mente delle misure da adottare per contrastare l'azione dell'Unione Europea?
«L'azione sinergica, sul piano politico, sarà fondamentale: contiamo sull'intervento del Governo per fare leva sulla Comunità Europea. Studieremo anche tutti i passaggi tecnici necessari per sostenere le imprese che saranno chiamate a restituire parte dei benefìci ottenuti e che dovranno effettuare i calcoli degli importi». (m.p.)

