Di Piero: «Basta coi giochi politici nuove strategie per gestire la Saca»

Verso il rinnovo della dirigenza, il sindaco rivolge un messaggio agli altri diciotto Comuni-soci Ma già si profila uno scontro tra centrosinistra, centrodestra e civici. Di Loreto lascia la presidenza
SULMONA. Basta con le spartizioni politiche, con i favoritismi e le assunzioni clientelari: d’ora in avanti la gestione della Saca dovrà essere fatta attraverso un percorso condiviso, nell’esclusivo interesse dei cittadini utenti. Alla vigilia del rinnovo della governance della società partecipata, che gestisce il ciclo integrato dell’acqua per conto di 19 comuni del Centro Abruzzo, il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, manda forte e chiaro il suo messaggio. E lo fa con un appello agli altri sindaci per una gestione unitaria della società, puntando su professionalità e competenza per un governo delle società libero dai soliti condizionamenti di bottega. «L’imminente rinnovo della governance della Saca, si profila come un appuntamento di significativa rilevanza strategica per la comunità locale e per il servizio fondamentale che la società esercita sul territorio» dice Di Piero, «si rende necessario, innanzitutto, gestire questa fase di rinnovo all’interno di un percorso di ampio coinvolgimento di tutte le forze politiche e di tutti i sindaci soci, veri protagonisti della gestione aziendale. Un ampio coinvolgimento per una gestione unitaria, essenzialmente fondata su professionalità e competenza, che, nell’attuale difficile congiuntura, si pongono quali precondizioni per una buona gestione dei servizi a rilevanza industriale» spiega Di Piero. «La Saca, analogamente ad altre realtà di servizio pubblico, deve essere in grado di esercitare una nuova fase di rilancio, in grado di migliorare i servizi prestati ma anche di affrontare con risolutezza alcune criticità economiche e finanziarie palesate nell’ultimo periodo e aggravate dall’esponenziale aumento dei costi energetici», aggiunge. Secondo Di Piero, «la Saca, come il Cogesa, ha bisogno di una nuova strategia gestionale, unicamente concentrata sul miglioramento dei servizi, sulla maggiore efficienza delle prestazioni, sul contenimento di spese e costi e sulla valorizzazione delle professionalità che operano al suo interno». Come ultima analisi, Di Piero propone una gestione condivisa della società, che «inauguri una nuova stagione, connotata dall’assenza di condizionamenti politici e di forzature nella gestione delle aziende pubbliche, che devono caratterizzarsi come patrimonio della collettività, avulso dalle logiche degli interessi partitici o del carrierismo personale. Una unità sostanziale, non come strumento di compensazione politica, ma per restituire al territorio servizi pubblici efficaci ed economicamente sostenibili».
Attualmente sono quattro i gruppi che cercheranno di mettere le mani sulla Saca: due che fanno riferimento al centrosinistra, uno al centro destra e uno ai civici. Una situazione ancora molto frammentata con un’unica certezza: il presidente uscente Luigi Di Loreto, dopo sei anni di mandato amministrativo, ha annunciato di non voler più dare la propria disponibilità.

