Di Piero: «Casini licenziata» Le frecciate a Gerosolimo

12 Settembre 2021

Il candidato presenta coalizione e programma citando Capograssi, Susi e Papponetti «Voglio essere un punto di riferimento per ridare una speranza a Sulmona»

SULMONA. «Vogliamo una città che si riprenda e torni a camminare. Una città che torni a vivere, nell’orgoglio, nella fierezza, nella dignità e laboriosità della propria gente». Emozionato, appassionato, commosso. Grande determinazione e soprattutto idee molto chiare. Ha tirato fuori la grinta dei giorni migliori Gianfranco Di Piero per la presentazione del programma di Liberamente Sulmona, la sua coalizione, quella che guarda a sinistra, con la quale vuole convincere i sulmonesi a votarlo.
«Vogliamo ritrovare Sulmona per ridare una speranza ai giovani, agli uomini e alle donne di questa città, vogliamo essere punto di riferimento per le persone anziane e per chi è rimasto indietro». Un intervento di circa trenta minuti concluso citando Capograssi e i “Pensieri di Giulia”, in un brano del 1923, in cui il giurista descrive la sua città. Con Di Piero, nell’affollato cortile di palazzo San Francesco, sono saliti sul palco gli esponenti di Sbic, del Movimento 5 Stelle, del Pd, di Intesa per Sulmona e di Sulmona Libera e Forte. Dopo Capograssi, Di Piero ha citato anche Dante Alighieri: “Libertà va cercando ch’è si cara” per spiegare il nome della sua coalizione, LiberamenteSulmona, perché fatta da cittadini liberi che hanno scelto, senza condizionamenti di sorta, di candidarsi al consiglio comunale. «La città deve cambiare metodo, riconquistandosi una sua classe dirigente». In proposito, Di Piero ha ricordato le grandi tradizione politiche sulmonesi, incarnate in Giuseppe Bolino, Domenico Susi e Carlo Autiero. Scioglie poi ogni equivoco sul suo passato, «perché non bisogna aver paura della verità, perché è sempre illuminante, come insegnava Aldo Moro». Ammette che cinque anni fa ha invitato a votare il sindaco Annamaria Casini e «può accadere non si condivida più un’esperienza» e qui coglie la palla al balzo per stigmatizzare «il licenziamento del sindaco (il riferimento è a Gerosolimo, ndc), senza una parola di ringraziamento, che è un fatto di stile e di educazione». Sul «milione di transiti in autostrada in un anno» e sui «mille posti di lavoro», Di Piero non risparmia altre frecciate all’avversario Gerosolimo. Poi passa al programma amministrativo proposto per la città del futuro. Per il candidato sindaco di LiberamenteSulmona dovrà essere una città delle pari opportunità per tutti, della meritocrazia e non del clientelismo, con un centro storico, oggi unico in Abruzzo, che torni a vivere, con uffici e scuole ed una città con una rete di servizi sociali, a cominciare da una sanità che funzioni in pieno. E poi una città che ritrovi la sua identità culturale, cominciando dalle scuole. Di Piero pensa al Liceo classico, con la sede storica chiusa da dodici anni ma anche al ritorno dell’istituto tecnico De Nino-Morandi, rammentando le responsabilità del trasferimento a Pratola Peligna. Il programma poi punta sull’istituzione del Premio internazionale Ovidio e sulla riattivazione del Centro studi ovidiani, eredità di un intellettuale sulmonese come Giuseppe Papponetti. E la riapertura della Biblioteca comunale in piazza Tommasi. Una città che deve ritrovare il ruolo di città-territorio, parte integrante della Valle Peligna. «Perché ritrovare Sulmona?» ha spiegato in conclusione Di Piero «perché la città ritrovi un ruolo che ha perso, riannodando un rapporto anche con i tanti professionisti sulmonesi che qui si sono formati e che sono andati fuori perché qui non c’era possibilità di realizzare a pieno le proprie capacità e tanti di loro hanno illustrato sé stessi e Sulmona e sono una nostra Sulmona».