Di Piero: escludo accordi, parleremo a tutta la città

6 Ottobre 2021

Di Piero, il voto disgiunto in suo favore è stato frutto di manovre politiche? No, nessuna manovra alla base del consistente voto disgiunto che nei miei confronti è stato di simpatia e di opinione....

Di Piero, il voto disgiunto in suo favore è stato frutto di manovre politiche?
No, nessuna manovra alla base del consistente voto disgiunto che nei miei confronti è stato di simpatia e di opinione. Si tratta di un risultato personale che mi lusinga e mi lascia ben sperare per il ballottaggio. Anche la coalizione ha riportato un ottimo successo: ho potuto contare sull’appoggio di uno schieramento ampio e coeso al quale sono grato per il sostegno.
Il civismo è tramontato e in città torna in auge la politica?
Ritengo di sì. Sia il voto alla nostra coalizione di centrosinistra, progressista e aperto a tutte le sensibilità, sia il consenso per il centrodestra dimostrano la volontà di andare oltre un civismo autoreferenziale. Entrambi sono espressione della volontà di guardare alla politica con rinnovato interesse. La colazione civica si è presentata preconizzando una partita chiusa. Il suo candidato, però, è arrivato secondo, in netto svantaggio e con un voto individuale inferiore a quello delle liste. È un segnale che dovrebbe favorirmi al ballottaggio, ma continueremo a parlare di temi amministrativi.
A proposito, come si prepara al ballottaggio?
È un’altra partita, parleremo alla città cercando di far comprendere che siamo una coalizione in grado di rappresentare le nostre idee e convincere anche chi non ci ha votato.
Farà apparentamenti?
Non ho sentito la coalizione, però mi sentirei di escludere apparentamenti. Continueremo a dialogare con tutti per cogliere il maggior consenso possibile, ci rivolgeremo alla città.
Su quali argomenti punta per conquistare gli elettori che non l’hanno votata al primo turno?
Sulmona sconta una profonda crisi sociale ma anche occupazionale. La città deve riprendere il ruolo che la storia le aveva assegnato e che ha perso. Va riportata al centro della politica regionale riallacciando un dialogo fruttuoso con le rappresentanze istituzionali, attraverso le forze politiche, che è stato accantonato. Dobbiamo ricostruire questo rapporto anche come bacino di riferimento della Valle Peligna. I temi emergenti sono lo spopolamento del territorio e la spoliazione di uffici rispetto ai quali si pone la necessità di salvaguardare l’ospedale e il tribunale ma anche di garantire servizi funzionali al miglioramento della qualità della vita.
Da sindaco quale sarà il suo primo atto?
Il primo atto sarà quello di vistare i cantieri delle scuole: a tredici anni dal sisma abbiamo l’edilizia scolastica in buona parte ancora interessata da lavori, scontiamo un pauroso ritardo. L’Istituto tecnico per geometri e ragionieri è stato trasferito a Pratola, andrò in Provincia a chiedere chiarimenti. Il problema dell’edilizia scolastica è collegato alla presenza sul territorio della biblioteca tutt’ora chiusa. Come possiamo fregiarci del titolo di città della cultura se non si hanno strumenti essenziali per approfondire gli studi? (g.d.m.)
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